Manfredi sindaco, Consiglio comunale spezzatino con quattro gruppi da tre componenti

Sabato 16 Ottobre 2021 di Dario De Martino
Manfredi sindaco, Consiglio comunale spezzatino con quattro gruppi da tre componenti

Non solo il lavoro per mettere a punto la squadra di governo. Gaetano Manfredi e il suo staff tengono alta l'attenzione anche per trovare gli equilibri giusti in consiglio comunale. La maggioranza di Manfredi è sì molto forte, ma anche molto frammentata. Gli eletti con le liste del neo primo cittadino sono ventotto. Ma soltanto tre gruppi sono già formati: Partito democratico (sei consiglieri), Movimento 5 Stelle (cinque) e Manfredi sindaco (cinque). Restano fuori la bellezza di dodici consiglieri che senza un accordo finirebbero nel gruppo misto. Già perché il regolamento del consiglio comunale prevede un minimo di tre consiglieri per formare un gruppo all'interno dell'assise. Nessuna lista, fatte salve le tre già citate, ha raggiunto la soglia per creare autonomamente una formazione all'interno dell'aula. Sarà necessario, quindi, accorparsi. I consiglieri comunali e gli ispiratori delle liste ne stanno parlando già da un po'. A tirare le fila del discorso all'interno della squadra di Gaetano Manfredi è Carlo Puca che già durante la campagna elettorale ha avuto il delicato compito di mediare con liste e partiti. Due le ipotesi in campo. La prima prevede un super-gruppo, la seconda riguarda la creazione di quattro gruppi da tre consiglieri comunali ognuno. Quanto alla prima ipotesi, si tratterebbe di mettere insieme tutte le forze moderate in un gruppo da nove eletti. Potrebbero quindi trovarsi tutti insieme gli eletti delle liste Azzurri per Napoli, Napoli Libera, Noi campani per la Città, Moderati, Centro democratico e Adesso Napoli. Resterebbero fuori da questa dinamica soltanto i due consiglieri di Napoli solidale (Sergio D'Angelo e Rosario Andreozzi) e l'eletto di Europa Verde Luigi Carbone. Si potrebbe formare, così, un gruppo composto da tre consiglieri unendo l'area di sinistra e quella ambientalista sotto il cappello della sostenibilità. L'idea, però, sembra essere stata messa per ora in secondo piano. Il progetto al momento più concreto è quello della creazione di quattro gruppi da tre consiglieri così da avere anche più esponenti all'interno della conferenza dei capigruppo. Già detto del dialogo per unire Verdi e sinistra, restano altri tre gruppi da formare, unendo le tre liste che hanno eletto due consiglieri (Azzurri per Napoli, Noi campani per la città e Napoli libera) con quelle che hanno ottenuto un solo seggio (Moderati, Adesso Napoli e Centro democratico). I due eletti di Noi campani per la città (Pasquale Sannino, esponente degli Amici dell'Avanti e Roberto Minopoli), potrebbero accorparsi con Luigi Grimaldi, eletto dai Moderati. Particolarmente corteggiato, invece, è Gennaro Rispoli, eletto con Adesso Napoli e vicino all'assessore regionale Antonio Marchiello. Sia i deluchiani di Napoli libera (Nino Simeone e Massimo Cilenti) sia Azzurri per Napoli (Anna Maria Misto e Massimo Pepe) vorrebbero creare con lui la loro formazione. L'altro nome è quello di Carlo Migliaccio, esponente di Centro democratico, che dovrà unirsi alternativamente ad una tra Napoli Libera e Azzurri per Napoli.

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Anche nel centrodestra si ragiona su come schierare all'interno dell'assise gli otto consiglieri eletti. Forza Italia avrà il suo gruppo composto da Salvatore Guangi, Domenico Brescia e Iris Savastano. Anche Fratelli d'Italia, grazie alla rappresentanza in parlamento, potrà formare il suo gruppo in cui ci sarà l'unico eletto Giorgio Longobardi. Dovrebbero unirsi, invece, in un terzo gruppo di centrodestra guidato da Catello Maresca, i tre eletti delle liste civiche Rosaria Borrelli (Essere Napoli), Bianca D'Angelo (Napoli capitale) e Rosario Palumbo (Cambiamo). Finiranno del gruppo misto, invece, Antonio Bassolino e Alessandra Clemente che con due consiglieri a testa (Toti Lange e Claudio Cecere) non possono formare un loro gruppo. 

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