Manfredi sindaco di Napoli, appello ai capi dei partiti per la nuova giunta

Sabato 16 Ottobre 2021 di Adolfo Pappalardo
Manfredi sindaco di Napoli, appello ai capi dei partiti per la nuova giunta

Alla fine la giornata di ieri è stata dedicata ai ballottaggi. Prima la vicina Melito e poi Roma dove il Pd si gioca la successione alla Raggi contro il centrodestra. E dove il segretario nazionale democrat ha voluto sul palco il neo sindaco di Napoli Gaetano Manfredi per tirare la volata all'ex ministro Gualtieri. Quasi una pausa per l'ex rettore dal risiko della giunta che conta di chiudere tra mercoledì e giovedì. Con il nodo di giungere ad una squadra da 11-12 persone che possa essere, ugualmente o quasi, divisa tra tecnici e politici. Una via di mezzo per riconoscere il lavoro dei partiti che l'hanno supportato e, contemporaneamente, dotare palazzo San Giacomo di professionisti capaci della sfida dei fondi del Pnrr. Ma per superare l'impasse manfredi chiede l'aiuto ai vertici di Pd ed M5s. Telefonate febbrili e incontri in questo fine settimana approfittando anche della manifestazione romana della Cgil.

Prima a Melito, la cittadina a Nord di Napoli per sostenere Dominique Pellecchia, poi nel pomeriggio a Roma la sfida più importante del partito di Letta in questo turno di ballottaggio. E qui, nella Capitale, Manfredi è l'ospite d'onore, il fiore all'occhiello del Pd per tirare la volata all'ex ministro Roberto Gualtieri. «Siamo stati insieme nei momenti più difficili della nostra storia, nel lockdown passavo di notte in questa piazza deserta ma sapevo che al governo c'erano persone che avevano competenza e avevano a cuore il bene collettivo degli italiani e non dei singoli, in particolare Gualtieri che potrà fare tantissimo da sindaco di Roma. Una strada che faremo insieme, con la sua visione che - argomenta il sindaco di Napolid al palco - è quella di una grande Capitale di un Paese che sa accogliere tutti e che non lascia nessuno indietro, rappresentando un'Italia unita e forte con solidarietà, inclusione e capacità di accoglienza. E Gualtieri è così, è un grande uomo e intellettuale: è stato un grande ministro e sarà un grande sindaco». È l'assist del collega dell'ex governo Conte alla chiusura della campagna elettorale romana. Appuntamento, quello di ieri, a cui tiene lo stesso Manfredi teorico di un lavoro che si possa fare assieme con i colleghi di Firenze e Roma, specie per il turismo. E manca solo Gualtieri, dopo Nardella, per portare a termine l'idea che l'ex rettore ha portato avanti per tutta la campagna elettorale napoletana.

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Nessun incontro romano ieri con i vertici (Enrico Letta era a Torino mentre a margine della manifestazione si sofferma a chiacchierare con l'ex ministro Provenzano) ma è probabile che ci sia oggi in concomitanza con la manifestazione nazionale di solidarietà dopo l'assalto alla Cgil di qualche giorno fa. Non a caso ci saranno Letta e il segretario napoletano Marco Sarracino che rimane in pole per un posto da vicesindaco anche se dovrebbe rinunciare alla guida del partito. Quasi probabile, quindi, non se ne faccia nulla. Con l'incognita se il posto da vice di Manfredi andrà ai democrat, risultati primo partito, o ai grillini. In quest'ultimo caso rimane in pista Sergio Costa che di Manfredi è stato collega al governo. Mentre ad Enza Amato, prima eletta democrat e di corrente deluchiana, potrebbe toccare la poltrona di presidente del consiglio comunale. Le regole al momento sono che l'indicazione di assessori spetta a chi ha preso almeno due consiglieri comunali mentre gli altri rimarranno fuori.
Più corposa, invece, è la lista di nomi esterni che circolano. A cominciare da Riccardo Monti per gli Azzurri che però potrebbero presentare anche Caterina Miraglia, ex assessore regionale con Caldoro e madre di Stanislao Lanzotti, l'uomo della lista di ex Fi. Per i dem invece ci sono i nomi degli ex parlamentari Teresa Armato e Leonardo Impegno e dell'ex segretaria regionale Susy Tartaglione. Quest'ultima però è nello staff di De Luca alla Regione e la rotta è non dare troppo spazio all'ex sindaco di Salerno che ha già espresso il nome dell'ex questore De Iesu. L'ipotesi, quindi, che arrivi a San Giacomo un deluchiano come Umberto De Gregorio, attuale presidente Eav, ad oggi appare sempre più remota. Quasi probabili invece il prof di ingegneria Edoardo Cosenza e Stefano Consiglio mentre da ieri avanza il nome del penalista Edoardo Cardillo. Ma questo fine settimana è cruciale per Manfredi anche per altre due nomine che lo attendono: il direttore generale e il capo di gabinetto. Due posizioni che vorrebbe affidare ad altrettante figure «romane» conosciute nel periodo in cui era ministro. 

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