Maresca su fondi Pnrr a cinque università: «Così si lasciano fuori le altre professioni»

Venerdì 7 Gennaio 2022
Maresca

«Gravissimo che in una delibera di giunta a firma del sindaco Manfredi riguardante la gestione dei fondi del Pnrr con cui il Comune si affida a cinque università per attività di studio e di ricerca, si privilegi il mondo universitario e si tenga fuori, invece, il resto del mondo delle professioni».

A dirlo in una nota è il consigliere comunale di Napoli Catello Maresca, che critica la delibera numero 540 datata 9 dicembre 2021, relativa all'accordo quadro di collaborazione tra il Comune di Napoli e le università degli studi di Napoli Federico II, Parthenope, L'Orientale, Suor Orsola Benincasa e Vanvitelli «per lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune», come si legge nel documento.

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«Senza nulla togliere ovviamente agli universitari, rischia di passare un messaggio fortemente discriminatorio ai danni degli altri professionisti. Chiediamo chiarezza e assoluta trasparenza - rimarca Maresca - sulle modalità di individuazione delle professionalità che saranno impegnate in queste delicatissime attività. Vigileremo sul rispetto degli accordi, in particolare per scongiurare il rischio che l'attività di studio e di ricerca possa diventare strumento per favoritismi nell'assegnazione dei progetti e delle successive fasi esecutive».

«Riteniamo, poi, altamente rischioso, che al capo di gabinetto del sindaco siano demandate funzioni di sottoscrizione delle convenzioni tra l'ente e le università, di coordinamento con gli atenei ed anche di monitoraggio e valutazione dei risultati delle attività di studio e ricerca scientifica». Per il consigliere di opposizione si tratta di «una scelta politica sbagliata, che rischia di tagliare fuori l'intero consiglio comunale e gli organi di garanzia». «Un grave errore pensare di gestire i fondi del Pnrr senza uno strumento di partecipazione e trasparenza in una delicata fase di investimenti per la nostra città come quella che riguarderà l'arrivo di quei finanziamenti. C'è l'elevatissimo rischio - conclude - che questo meccanismo si possa trasformare in un modo per eludere la normativa sull'assegnazione della progettazione e della gestione delle risorse».

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