Mattarella a Napoli: cerimonia a Lago Patria per i 70 anni della Nato in Italia

Venerdì 17 Settembre 2021 di Gigi Di Fiore
Mattarella a Napoli: cerimonia a Lago Patria per i 70 anni della Nato in Italia

Nella sede di Lago Patria, ci saranno questa mattina anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il vicesegretario generale della Nato, Mircea Geoana. La presenza della Nato in Italia, l'alleanza atlantica dell'occidente nata nel 1949, con il comando a Napoli compie 70 anni. E oggi alla manifestazione celebrativa farà gli onori di casa l'ammiraglio Robert Burke, responsabile del Comando Interforze Alleato di Napoli nonché comandante della Forze navali statunitensi in Europa e Africa. Sarà l'occasione per fare il punto sull'alleanza militare che, dopo la recente crisi afghana - dove per anni la Nato è stata impegnata e ha coordinato le operazioni di uscita dal paese - è stata messa in discussione da chi, in Europa, rivendica autonomia d'iniziativa militare dell'Unione europea nelle missioni di pace. 

Ricordare la nascita della Nato significa ricordare un mondo diviso in due. Un mondo, uscito dalla tragedia della seconda guerra mondiale, separato in blocchi. Due aree di influenza politica e militare: l'oriente dell'egemonia sovietica e l'occidente dell'ombrello americano. Le due nazioni colosso vincitricei della guerra, in grado di condizionare economie e interventi militari dei paesi alleati.

La scelta occidentale nacque alle trattative di pace del 1947 a Parigi. Un orientamento politico preciso, voluto dalla Dc con il presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi. Corollario immediato fu l'adesione all'alleanza atlantica. Fu il conte Carlo Sforza, 75enne ministro degli Esteri nel governo De Gasperi, figlio dell'Italia liberale, a firmare il Patto Atlantico a Washington il 4 aprile 1949. Due anni prima, aveva siglato il trattato di pace, cincluso a fatica limitando danni e umiliazioni di una guerra persa. L'Italia era guidata per la quinta volta da un governo presieduto da De Gasperi con Dc, Psli, Pri, Pli. All'opposizione, c'era un solido Pci assai forte nei consensi. L'anno prima del trattato di Washington, il Paese aveva rischiato la guerra civile per l'attentato che, il 14 luglio 1948, aveva subito il leader e segretario del Pci, Palmiro Togliatti. Un clima teso, in un contesto internazionale che avrebbe partorito anni di «guerra fredda», con blocchi contrapposti che garantivano la pace soltanto nella consapevolezza della reciproca forza militare. 

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Nella Nato l'Italia entrò con convinzione, mentre gli Stati Uniti finanziavano la ricostruzione della penisola con i fondi del cosiddetto «Piano Marshall». Per la sua posizione nel Mediterraneo, l'Italia veniva considerata di ruolo «strategico» a garantire la difesa nell'area meridionale della Nato. Il Pci con la sua forza e i suoi solidi legami politici con l'Unione Sovietica preoccupava gli Stati Uniti che spinsero per l'adesione italiana all'alleanza. L'interesse statunitense a neutralizzare il Partito di Togliatti e il rischio che l'Italia entrasse nell'orbita d'influenza sovietica fece da molla all'adesione alla Nato. Fu fondamentale la spinta e l'influenza della Francia, altra vincitrice della guerra, che convinse l'Italia contro cui aveva più di un risentimento per la «pugnalata alle spalle» decisa da Mussolini nel 1940.

La Nato fu, in sostanza, il primo passo dell'integrazione dell'Italia nel blocco dell'Europa occidentale. Ne sancì formalmente l'adesione, cui seguirono pesanti aiuti economici necessari alla ricostruzione. Il conte Sforza firmò il trattato di Washington, portò poi l'Italia all'adesione al Consiglio d'Europa. 

All'inizio, i Paesi fondatori della Nato furono dodici. Si riunirono a Washington, dove per favorire la conoscenza reciproca dei popoli e degli Stati alleati, vennero proiettati filmati e documentari su quei 12 Paesi. Per farsi conoscere in Italia, la Nato promosse una «carovana della pace» che, dal febbraio all'agosto 1952, si spostò tra Napoli, Roma, Bologna, Milano, Bari, Genova, Torino, Firenze e Venezia con una mostra itinerante. Ne seguì, in altri 26 Paesi, una mostra della «comunità atlantica». Furono le premesse indispensabili alla nascita del Comando sud della Nato, con sede Napoli che fu scelta militare e strategica importante in quel 1951. Il comando fu guidato all'inizio dall'ammiraglio Robert Carney. La prima sede fu la motonave Uss Mount Olympus nel golfo di Napoli. Poi fu individuata una sede provvisoria il primo settembre 1951. Tre anni dopo, il 4 aprile 1954, l'inaugurazione della sede permanente del Comando Afsouth della forze alleate del Sud Europa a Bagnoli. Ne divenne emblema il leone di San Marco, bandiera della storica Repubblica veneta. Dichiarò allora l'ammiraglio Carney: «Il leone di San Marco è simbolo di potere venerato da tempo immemore in tutto il Mediterraneo».All'Afsouth, seguì la creazione del Landsouth comando delle forze terrestri a Verona e, a Firenze, l'Airsouth comando delle forze aeree. I comandi Nato in Italia già nel 1952 vennero affiancati dai comandi in Grecia e Turchia. L'alleanza e il comando prima a Bagnoli poi trasferito al Lago Patria ha affrontato più crisi e tensioni internazionali, diventando base logistica per più interventi. Una realtà. 

Ultimo aggiornamento: 14:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA