Mattarella ad Acerra per il 25 aprile: «Resistenza è opporsi a un'invasione»

Lunedì 25 Aprile 2022
Mattarella ad Acerra per il 25 aprile: «Resistenza è opporsi a un'invasione»

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio al Milite Ignoto all'altare della Patria in occasione del 77esimo anniversario della Liberazione. Alla cerimonia hanno partecipato la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, il vice-presidente della Camera, Ettore Rosato, il presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato. Presenti anche il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Il capo dello Stato ha deposto una corona d'alloro e poi osservato un minuto di raccoglimento prima di partire per Acerra dov'è arrivato alle 11. 

Nella città medaglia d'oro al merito civile, il capo dello Stato è stato accolto dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e dal ministro per il Mezzogiorno Mara Carfagna tra applausi e incitamenti della folla. Tra i rappresentanti delle istituzioni presenti anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il sindaco metropolitano di Napoli Gaetano Manfredi

«Presidente Mattarella, siamo qui alla sua presenza a ricordare centinaia di morti ad opera della violenza nazista e fascista. Nella storiografia del nostro paese in questi anni si è accreditata l'idea che il Mezzogiorno d'Italia fosse sostanzialmente estraneo a quelli che venivano chiamati i miti fondativi della Repubblica italiana: l'antica Roma, l'Italia dei Comuni, l'Italia della Resistenza. Come lei testimonia oggi e come può vedere, anche nel Sud, sia pure non a livello di massa, abbiamo avuto innumerevoli episodi di resistenza e lotta armata contro il nazifascismo», ha detto Vincenzo De Luca nel suo discorso. Il governatore della Campania ha citato gli episodi avvenuti «ad Acerra e a Caserta» e «le Quattro giornate di Napoli, la prima grande città d'Europa che si è liberata dal nazismo e dal fascismo. Era dunque una lettura parziale - ha sottolineato De Luca - perché anche la Repubblica dell'antifascismo è stata una». 

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Dopo avere reso omaggio al monumento alla memoria, il capo dello Stato s'è spostato nel castello dei Conti col sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, e il vescovo monsignore Antonio Di Donna.

«La decisione della popolazione di Napoli, della Campania e di tante altre città del Sud, di insorgere contro l'ex alleato, trasformatosi in barbaro occupante, fu una reazione coraggiosa e umana, contro la negazione stessa dei principi dell'umanità. E oggi c'è tra gli storici concordia nell'assegnare il titolo di resistente a tutti coloro che, con le armi o senza, mettendo in gioco la propria vita, si oppongono a una invasione straniera, frutto dell'arbitrio e contraria al diritto, oltre che al senso stesso della dignità», ha detto il presidente ricordando l'eccidio di Acerra. 

 

Acerra fu teatro - tra il primo e il 3 ottobre del 1943 - della rappresaglia delle truppe naziste in fuga dall'Italia meridionale. Circa 90 le vittime accertate, uomini, donne, ma anche bambini: il più piccolo, Gennaro Auriemma, aveva solo un anno. E la città messa a ferro e fuoco. Un martirio riconosciuto nel 1999 con il conferimento della medaglia d'oro al merito civile. 

«I fatti di Acerra, come d'altra parte le quattro giornate di Napoli, ci dimostrano quanto nei nostri territori ci fu una rivolta popolare, animata da una altissima coscienza democratica che si oppose alla barbaria nazifascista». È la riflessione del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi che ricorda le decine di persone «che persero la vita, brutalmente uccise, per la propria libertà, per scacciare la barbarie della guerra dalle loro vite, per il futuro dei propri figli. Per la Liberazione che alla fine giunse e che oggi ricordiamo».

Ultimo aggiornamento: 26 Aprile, 07:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA