Matteo Salvini, l'ultimo strappo: è in tour in Campania ma non viene a Napoli da Maresca

Sabato 11 Settembre 2021 di Valerio Esca
Matteo Salvini, l'ultimo strappo: è in tour in Campania ma non viene a Napoli da Maresca

Lo strappo con Matteo Salvini e le distanze con la base di Fratelli d'Italia rendono in salita la campagna elettorale di Catello Maresca. Il magistrato in aspettativa, candidato civico con l'appoggio del centrodestra, o almeno di quel che ne resta, ha presentato ieri pomeriggio dal campetto dell'oratorio di via Don Guanella, accolto da don Aniello Manganiello, il suo programma sintetizzato in un «decalogo» di proposte: mare, sicurezza, lavoro, cultura, verde, turismo, efficienza, innovazione, coraggio, impegno. Sullo sfondo tiene con il fiato sospeso l'intera coalizione la questione legata all'esclusione delle liste di Maresca. Il ricorso al Tar è stato presentato ieri mattina ed entro inizio settimana prossima dovrebbe già arrivare la pronuncia del Tribunale amministrativo della Campania. «Noi siamo convinti - ha spiegato Maresca - di essere in regola. Resto fiducioso che la democrazia e il diritto dei cittadini di scegliere i candidati che li rappresenteranno in Consiglio comunale e alle Municipalità, avrà la meglio».

Un valzer che va avanti da mesi quello tra Maresca e Salvini. Questa volta è il leader della Lega a smarcarsi da Maresca. Sarà oggi in Campania, facendo tappa a Caserta, Benevento e Salerno, ma non a Napoli (come confermato dal programma della Lega e dallo stesso Maresca, rispondendo alle domande dei cronisti), dopo la figuraccia della ricusazione della lista civica del Carroccio e non per una questione di orari, ma per mancata documentazione. Al netto della decisione del Tar c'è sicuramente una responsabilità politica della quale Salvini non può non tenere conto. Maresca prova comunque a gettare acqua sul fuoco: «Non so ancora il programma di Salvini, tuttavia dobbiamo ringraziare i partiti nazionali e di governo che verranno a dare un contributo in questa ottica di collaborazione». Insomma, seppure Salvini e Maresca si dovessero incontrare oggi per un caffè o una pizza non sarebbe certo un incontro da campagna elettorale. E contro la lista della Lega si è scagliata una delle civiche della coalizione: «Più di un mese fa, Essere Napoli fu criticata da qualche esponente politico locale per aver teorizzato le geometrie variabili sulle Municipalità. Quegli stessi esponenti politici, alla prova dei fatti, non solo hanno tentato di mettere in pratica quella teoria, ma non ci sono nemmeno riusciti, poiché non sono stati in grado neanche di presentare le liste. Altro che un minuto di ritardo. Apprendiamo che la lista capitanata dal personaggio in questione è stata esclusa per carenze nella documentazione. Abbiamo pensato che i partiti che non sono riusciti a presentare le liste, alla fine dei giochi, hanno evitato una figuraccia alle urne». 

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Se Atene piange, Sparta non ride. Maresca non viene mai nominato nel corso della presentazione delle liste di Fratelli d'Italia, che si è tenuta ieri al centro direzionale. «Abbiamo una lista forte e competitiva che affianca la candidatura di Maresca», assicura soltanto a margine, a domanda diretta, il capogruppo alla Camera dei deputati del partito della Meloni, Francesco Lollobrigida. Nessuno lo dichiara apertamente, ma in tanti in FdI stanno pensando al voto disgiunto, traghettando voti ad altri candidati sindaco. C'è anche chi, come il consigliere municipale uscente Pietro Lauro «non voterà per il candidato sindaco ma solo per la lista». Quando si chiede a Maresca se teme che alcuni voti di FdI possano essere traghettati verso Bassolino replica: «Non ci credo neanche se lo vedo». Arriva poi l'affondo di Lollobrigida contro Pietro Diodato, che ha lasciato FdI, la notte prima della presentazione delle liste, facendosi ospitare dalla civica di Maresca, cosa che a FdI non è andata giù. «I topi scappano dalle navi. Chi è fuori da questa campagna elettorale è fuori dal partito, non si può stare con due piedi in una scarpa». Ieri Maresca ha poi riservato una stoccata al senatore forzista, Luigi Cesaro, per il quale il gip del Tribunale di Napoli ha disposto ieri gli arresti domiciliari: «La famiglia Cesaro sostiene Manfredi, chiedetelo a Manfredi». E sulle minacce social ricevute dal magistrato: «Ricordati dei dottori Livatino, Falcone e Borsellino», ribatte: «Me ne ricordo come se ne ricordano tutti gli italiani. Queste minacce non mi spaventano. Andiamo avanti». 

Ultimo aggiornamento: 15:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA