Inquinamento e tumori, Costa:
«Presto i dati sul nesso di causalità»

«Le Procure di Santa Maria Capua Vetere e di Napoli Nord stanno verificando con l'istituto superiore di Sanità l'eventuale nesso di causalità tra l'inquinamento riscontrato nel Casertano e le morti per tumore. I dati, ci ha riferito il procuratore Greco (Napoli Nord), arriveranno entro un mese e mezzo». Lo ha dichiarato il ministro dell'Ambiente Sergio Costa al termine del vertice tenuto alla prefettura di Caserta sul piano d'azione della Terra dei Fuochi. Tra gli ultimi casi che hanno suscitato allarme, quello dell'indagine che ha portato al sequestro da parte dei carabinieri forestali e del Noe di 12 pozzi risultati contaminati dall'arsenico, e usati per irrigare le colture e per uso domestico, in un'area compresa tra i comuni di Caserta e San Nicola la Strada. «Siamo stati due ore intense a confrontarci - ha spiegato Costa parlando del vertice - ognuno ha detto cosa sta facendo e ognuno sta facendo qualcosa di importante». 

«Per esempio - ha raccontato il ministro - abbiamo raccolto l'impegno della Regione Campania a declinare per il territorio della provincia di Caserta e di Napoli le linee guida che noi come ministero dell'Ambiente abbiamo emanato sugli incendi che riguardano le piattaforme dei rifiuti. Ciò è importante perché significa entrare nel micro particolare. Poi - continua Costa - abbiamo saputo che si sta per aprire il posto fisso dei vigili del fuoco a Marcianise e abbiamo parlato inoltre della questione dell'Esercito, sul tipo di vigilanza fissa o dinamica, e dell'impiego delle polizie locali, che dopo in pò di timidezza, stanno iniziando a collaborare con forze dell'ordine ed esercito, come emerge dal dato dei controlli ambientali che sono aumentati. Ad aprile - conclude - ritornerò per un'ulteriore aggiornamento sugli obiettivi che si sono raggiunti e quelli ancora da raggiungere». 
 

Il ministro ha presentato a Caserta e a Napoli le «Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi», che sono state oggetto di una circolare ministeriale del 21 gennaio scorso. «Si tratta - ha spiegato Costa - di linee guida chiare, uno strumento operativo di prevenzione condiviso con le amministrazioni regionali e le agenzie ambientali a fine gennaio e già implementato nella 'terra dei fuochì, con criteri operativi e gestionali sullo stoccaggio dei rifiuti». La circolare, fa sapere il ministro, si è resa necessaria proprio per rendere operativo il Piano di azione firmato a novembre da 7 ministri e alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il documento stabilisce i criteri per la valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro e le misure di prevenzione e di protezione antincendio da adottare e prevede azioni specifiche per la corretta gestione della fase operativa dell'emergenza. Il documento fornisce chiarimenti rispetto all'ubicazione degli impianti di stoccaggio. Nello specifico, la circolare prevede che in tutti gli impianti che gestiscono rifiuti debbano essere previsti ad esempio sistemi di videosorveglianza, preferibilmente con presidio h24, salvo casi particolari da valutare di volta in volta; impianti e dispositivi di protezione attiva antincendio; impianti di aspirazione e trattamento dell'aria e una serie di norme per la prevenzione e per l'azione di contrasto al rogo laddove dovesse verificarsi. Il documento prevede inoltre il tempo massimo di permanenza dello stoccaggio dei rifiuti in base alla loro pericolosità e tipologia e stabilisce una adeguata programmazione di controlli ambientali sugli impianti, relativi anche a quantitativi e modalità di gestione dei rifiuti in stoccaggio. «Un'azione di controllo mirata, estesa anche all'abbandono di rifiuti e alle attività di gestione di rifiuti non autorizzate, che sta già dando i suoi frutti», ha concluso Costa. 

 A tre mesi dal Piano d'azione - rende noto il ministero - i roghi sono passati da 24,6 al mese (novembre, dicembre e gennaio 2017/2018) a 17 (negli stessi mesi ma dopo la firma del Piano) e sono roghi di minore entità con tempi di spegnimento più brevi. «È presto per fare un bilancio ma assistiamo a una diminuzione del numero e dell'entità dei roghi e a un aumento delle attività di controllo e degli arresti», ha spiegato Costa. 

«Oggi noi presentiamo il referente per la Terra dei Fuochi a livello nazionale, l'ingegnere Curcio, che coordinerà la cabina di regia insediata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - ha proseguito - chiederò alle istituzioni di far entrare le linee guida che ho firmato in tutte le autorizzazioni integrate ambientali nuove e in corso di rinnovo. Queste linee devono diventare il patrimonio del territorio, essendo valide in tutta Italia, non solo a Caserta e Napoli, dove possono avere una buona sperimentazione». Riguardo alle bonifiche, «I soldi ci sono e sono stati implementati con la legge di Stabilità. Sono già pronti 20 milioni di euro, ma è necessario soprattutto snellire le procedure burocratiche, penso alle conferenze di servizi, che spesso non arrivano ad alcuna decisione. Quando mi sono insediato ho trovato mille conferenze di servizi che non avevano prodotto decisioni. Questi organismi vanno contingentati nei tempi e nelle decisioni».
Lunedì 18 Febbraio 2019, 15:52 - Ultimo aggiornamento: 18-02-2019 18:26
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