Monumentando addio, il Comune di Napoli rescinde il contratto

Sabato 7 Dicembre 2019 di Valerio Esca

Fine della storia. Il Comune di Napoli cala il sipario su Monumentando, il discusso progetto per la valorizzazione e il restauro di 27 monumenti cittadini attraverso le sponsorizzazioni, affidato tramite bando nel 2013 alla società Uno Outdoor. La pietra tombale su Monumentando verrà posta lunedì, quando Palazzo San Giacomo, tramite posta certificata, comunicherà la rescissione contrattuale alla società di Giuliano Annigliato. Dal Municipio bocche cucite, anche se appare chiaro come la decisione sia figlia del provvedimento del Consiglio di Stato, che un mese fa ha confermato una precedente sentenza del Tar, che sanciva «una non corretta applicazione della disciplina della sponsorizzazione da parte del Comune, sotto il profilo della determinazione dell'importo contrattuale negli atti di gara, commisurata esclusivamente al valore dei lavori di restauro da eseguire e del tutto disancorata dall'effettivo valore della controprestazione a favore della società, consistente nella cessione di spazi pubblicitari, contro le indicazioni fornite dalle linee guida ministeriali del dicembre 2012». In pratica il Comune avrebbe dovuto tenere conto del valore che sarebbe poi derivato dalla cessione di spazi dedicati alle pubblicità e non soltanto del valore dei lavori da compiere sui 27 monumenti.

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Un bando milionario, se si considerano gli importi incassati dalle pubblicità, l'importanza e il rilievo storico e artistico del patrimonio culturale da restaurare e il numero di opera da compiere. Dieci lotti per 27 monumenti, alcuni dei quali terminati e consegnati dalla Uno Outdoor all'ente nel corso degli anni, dal 2014 ad oggi: si tratta della fontana del Carciofo, la fontana della Maruzza, la fontana Spina Corona, il monumento ai caduti del mare (Colonna Spezzata), il monumento ad Armando Diaz, l'Obelisco di Portosalvo, la fontana del Seguro, la statua di San Gaetano e il Ponte di Chiaia, in parte compresi nei primi tre lotti. Oltre ad altri 17 progetti già consegnati al Comune. Una rescissione che porterà sicuramente ad un braccio di ferro che finirà per forza di cose in tribunale.

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Annigliato, che ieri ha avuto un faccia a faccia con l'assessore all'Urbanistica Carmine Piscopo, spiega: «Noi vogliamo continuare. Se il Comune come pare non ce lo consentirà chiederemo un risarcimento di circa 2 milioni di euro, poi valuteremo se chiedere di più. Dobbiamo vedere bene i documenti con i nostri legali. Apriremo un contenzioso con questa amministrazione - incalza Annigliato - mi è dispiaciuto l'atteggiamento politico del sindaco, che ha invece dato il disco verde ad altre operazioni sulle pubblicità da parte di multinazionali, che chiaramente rispetto a noi sono dei colossi. Per colpa di questa decisione siamo costretti a mettere per strada 23 persone, tra architetti, dipendenti e restauratori». Il patron della Uno Outdoor fa poi due conti: «In questi anni abbiamo dato al Comune 400mila euro di occupazione suolo pubblico, seppur con la scontistica del 50 per cento come previsto nel bando, interamente versati».

Ultimo aggiornamento: 12:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA