Movida a Napoli, Manfredi firma l'ordinanza: nei weekend chiusura locali prevista per le 2

Martedì 15 Febbraio 2022
Movida a Napoli, Manfredi firma l'ordinanza: nei weekend chiusura locali prevista per le 2

Da giovedì 17 febbraio entrano in vigore le nuove 'regolè per la movida napoletana. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha infatti firmato l'ordinanza annunciata nelle scorse settimane. Il provvedimento, che resterà in vigore per quattro mesi, ordina la chiusura degli esercizi di somministrazione di bevande e alimenti, sia in sede fissa che mobile, e dei chioschi all' 01:00 dalla domenica al giovedì, mentre il venerdì e il sabato la chiusura è fissata alle 02:00.

I gestori avranno 30 minuti di tolleranza per provvedere alla pulizia degli spazi interni ed esterni al locale e per la sistemazione delle attrezzature. Sono esclusi da queste norme i ristoranti e le pizzerie «relativamente al servizio ai tavoli». L'ordinanza prevede inoltre che la riapertura delle attività possa avvenire non prima delle ore 5 del mattino. Stop alla vendita di bevande alcoliche da asporto dalle ore 24 per tutti gli esercizi di vicinato di piccola, media e grande distribuzione. Il provvedimento dispone regole anche per la musica all'esterno dei locali che è vietata dalle ore 24 anche se «in possesso di nulla osta acustico» e dalle ore 23 è fatto divieto «a chiunque» di utilizzare su strada amplificatori e/o percussioni.

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L'ordinanza individua precise aree della città in cui si devono applicare queste regole: tutta al così detta zona dei baretti di Chiaia, un'ampia fetta del quartiere Chiaia-San Ferdinando compresi il lungomare Caracciolo e la Riviera di Chiaia, Marechiaro, Centro storico, la zona di Coroglio e di Bagnoli, alcune aree del quartiere Vomero (via Falcone, via Merliani, via Morghen, via Mattia Preti, San Martino, piazza Vanvitelli, via Kerbaker, piazza Fuga, piazza Medaglie d'Oro) e la zona della ferrovia con piazza G. Garibaldi, piazza Principe Umberto e piazza Nazionale. Previste sanzioni ai trasgressori con multe che vanno dai 25 ai 500 euro e nei casi di reiterata inosservanza di alcune prescrizioni la questura potrà disporre la sospensione dell'attività per un massimo di 15 giorni.

Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio, 00:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA