Multe pazze a Napoli, delibera al palo e Pd, M5S e centristi si sfilano: «Non entriamo più in Aula»

Giovedì 29 Aprile 2021
Multe pazze a Napoli, delibera al palo e Pd, M5S e centristi si sfilano: «Non entriamo più in Aula»

Si sfilano M5S, Pd, e La Città che oggi non parteciperanno al Consiglio comunale. Otto consiglieri in tutto, ma il dato politico è un altro: per la prima volta l'unità delle opposizioni si rompe perché il centrodestra non ha firmato alcun documento e questo non significa che oggi Fi, Lega e Fdi entreranno nell'augusta Sala dei Baroni. Però il dubbio c'è, perché il primo punto all'ordine del giorno è la nomina del vicepresidente del Consiglio comunale e magari c'è un accordo tra quelli che teoricamente dovrebbero entrare in Aula per incassare la poltrona di numero due del Consiglio e successivamente garantire almeno il numero legale per votare altri atti. Vale a dire i debiti fuori bilancio propedeutici all'approvazione del bilancio. Che dovrebbe andare all'attenzione del Consiglio domani. Ma il sindaco Luigi de Magistris è sui carboni ardenti e spera di portare a casa l'ennesima proroga per l'approvazione e arrivare almeno al 20 maggio. I numeri non sono ancora a posto così come quelli della maggioranza che li dovrebbe far passare. 

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In questo contesto nasce la decisione degli otto consiglieri di non entrare in Aula, una protesta legittimata da un fatto importante e che riguarda migliaia di napoletani: le multe tarocche nella Ztl del centro storico, che il sindaco Luigi Magistris prima, e la sua delfina candidata a sindaco Alessandra Clemente meno di un mese fa, promisero di cancellare. Una promessa da marinaio. Torniamo agli 8 consiglieri: «La decisione è stata presa perché sindaco e giunta non si assumono le loro responsabilità di fronte agli errori di indirizzo politico fatti e dei danni provocati ai cittadini, non procedendo all'annullamento degli atti che hanno generato le sanzioni stradali a carico dei cittadini del centro storico». Pd, M5S e La Città quindi fanno un appello: «Invitiamo le altre forze politiche di opposizione e i consiglieri di maggioranza a disertare le convocazioni del Consiglio fino a quando non sarà risolta la questione». Pd, M5S e La Città sottolineano che «sono trascorsi ormai oltre quattro mesi da quando, il 10 dicembre 2020, il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità una mozione con la quale ha impegnato il sindaco e la giunta a dichiarare, con procedura di autotutela, la nullità degli atti che hanno causato a carico di migliaia di residenti del Centro storico, pesanti sanzioni per la violazione della Ztl e delle Aree pedonali». I tre gruppi chiedono anche «l'annullamento di tutti gli atti precedenti e successivi alle delibere e ordinanze sindacali, in modo da lasciare indenni i cittadini incolpevoli degli errori politici e amministrativi». Quindi l'affondo: «Nonostante le pubbliche assunzioni di responsabilità del sindaco, dell'allora assessore Panini e dell'assessore Clemente nulla è stato fatto, ignorando la mozione approvata dal Consiglio e tutte le iniziative assunte da vari gruppi consiliari per la soluzione della problematica, lasciando gli uffici e i cittadini in uno stato di confusione e di ansia». Mozione che è stata proposta da Nino Simeone, ex arancione e presidente della commissione Mobilità che rivendica in qualche modo la primogenitura di quella mozione: «Prendo atto e condivido - dice Simeone - la posizione politica intrapresa da alcuni gruppi consiliari che diserteranno la seduta di Consiglio fino a quando non verrà affrontata la vicenda delle multe pazze nella Ztl del centro storico». Simeone come i suoi colleghi invoca l'appoggio anche dei consiglieri di maggioranza «per affrontare e risolvere insieme definitivamente questa incresciosa vicenda che vede coinvolti migliaia di cittadini napoletani». Quindi l'annuncio: «È il momento di mettere la parola fine a questa vera e propria ingiustizia e l'Amministrazione se ne faccia carico senza più tergiversare. Pertanto, preannuncio fin da ora che, come segno di solidarietà ai tanti napoletani che si trovano coinvolti in questa spiacevole situazione, mi autosospendo da presidente della commissione Mobilità fino a quando non saranno emessi i necessari provvedimenti relativi a questi verbali elevati ingiustamente». 

Ultimo aggiornamento: 19:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA