Conti in rosso a Napoli, avanza la cessione dell'Albergo dei Poveri

di Luigi Roano

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Non è nel Contratto di sviluppo, ma il fantasma di Palazzo Fuga in piazza Carlo III è stato uno dei momenti più corposi del vertice in Prefettura. Si potrebbe definire un fuorisacco con il ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli che non ha chiuso la porta sull'Albergo dei Poveri. Nel senso che ha promesso «una sua riflessione da allargare a tutto il Governo» perché quell'immenso e storico monumento possa tornare a nuova vita. Una risposta dovrebbe arrivare entro fine mese. Sos partito dal sindaco Luigi de Magistris, dal capo di gabinetto Attilio Auricchio e dall'assessore all'Urbanistica Carmine Piscopo. Per chiudere l'anello del centro storico - il ragionamento del Comune - bisogna rifunzionalizzare il grande edificio settecentesco d'Europa e servirebbero un centinaio di milioni, soldi che si possono attingere risparmiando dai fitti passivi dello Stato. Palazzo San Giacomo in questo senso ha già in piedi un progetto di federal building con Cassa depositi e prestiti ma serve ora una spinta forte della politica per chiudere l'accordo. Non solo l'Albergo dei Poveri, anche la Regione ha tirato fuori il suo asso nella manica, vale a dire Palazzo Penne. Qui, accantonata l'idea di farne una sede per gli uffici, soprattutto per la Protezione civile, il progetto ora è quello di trasformarlo nella Casa dell'architettura e del design. Ma procediamo con ordine.
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Giovedì 16 Maggio 2019, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 16-05-2019 16:38
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