Napoli, i rilievi della Corte dei Conti: «Il Comune ha incassato fondi che dovevano restare all'Abc»

Mercoledì 18 Ottobre 2017 di Luigi Roano
È scattato il conto alla rovescia a Palazzo San Giacomo. Dopo l'ordinanza della magistratura contabile che ha concesso due mesi al Comune per mettersi in regola sul piano di rientro del debito, servono azioni immediate. È come scalare una montagna a mani nude e senza corde. Per la magistratura contabile il Comune - sostanzialmente - ha recuperato parte del disavanzo originario di 850 milioni dal 2013 al 2015, ma questo per effetto di una contabilizzazione delle entrate non corretta, avendo messo a bilancio due partite: da un lato i finanziamenti dello Stato del fondo di rotazione, che servono per mantenere inalterati i servizi essenziali da fornire al cittadino, e che vanno poi restituiti (di conseguenza sono un debito e non un credito); dall'altro un errato riaccertamento dei cosiddetti residui attivi, il cui indice di riscossione è risultato di gran lunga superiore al reale incasso del Comune. In questo modo non sono emersi altri debiti fuori bilancio che invece hanno aggravato il disavanzo del Comune facendolo salire a oltre un miliardo. Non è finita qui, il Comune - secondo la Sezione di controllo della Corte dei Conti - avendo aderito alla legge sul predissesto varata nel 2013, in base alla quale il disavanzo va smaltito in dieci anni, ha poi inteso caricare sulla modifica della stessa legge, che ha esteso la facoltà di ripianare il disavanzo in 30 anni, i debiti nuovi. Atto non consentito, perché trattasi di «comportamento opportunistico». In questo modo Palazzo San Giacomo ha scaricato sui creditori «la sua mancata capacità di essere in equilibrio finanziario» non pagando i creditori nei tempi del piano originario. Con l'ordinanza della Sezione di controllo viene a cadere questo presupposto e così tutti i creditori che rientrano nel range di applicazione della legge originaria potranno tornare all'attacco e chiedere il pignoramento dei conti di Palazzo San Giacomo. 

Ordinanza molto tecnica e complessa quella della Sezione di controllo, il cui cuore, al netto dei tecnicismi che il Comune avrebbe sbagliato, punta l'indice sulle misure messe in campo per risanare il debito ritenute inefficaci. E si tratta della capacità di riscossione e della dismissione del patrimonio su tutto. 

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