Napoli, le opposizioni lasciano il Consiglio comunale: sprint arancione, approvate 25 delibere

di Luigi Roano

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Era nell'aria l'Aventino delle opposizioni, del resto lo stesso presidente del Consiglio comunale Alessandro Fucito aveva scritto a sindaco e giunta chiedendo di non svuotare le prerogative del Consiglio. Ma l'ordine del giorno di ieri - con una ventina di delibere di mera ratifica vale a dire da approvare «con i poteri del Consiglio» ovvero immodificabili - senza possibilità di fare emendamenti è rimasto identico malgrado l'appello di Fucito. Così la scelta di tutte le opposizioni, dal Pd a Forza Italia passando per il M5S e Fratelli d'Italia, è stata quella di lasciare i banchi del Consiglio comunale e salire sull'Aventino. Tuttavia la sensazione che questa volta gli assenti abbiano torto, nonostante le giuste critiche, è netta. Si poteva non lasciare l'assemblea cittadina e votare no agli atti, sarebbe stata una rappresentazione plastica degli equilibri in Consiglio anche quando nessuno si sfila, il no avrebbe avuto un sapore politico forte soprattutto se accompagnato da mozioni e ordini del giorno. Senza dimenticare la bacchettata data da Fucito alla sua maggioranza. Questo il quadro della giornata dove gli arancioni non si sono persi d'animo e hanno comunque dato prova di compattezza. Perché prima di abbandonare via Verdi quelli dell'opposizione hanno chiesto la verifica del numero legale e gli arancioni erano 23 nonostante l'assenza di Gaetano Troncone. Certo hanno risposto presente sindaco e presidente ma anche senza questo sostegno sarebbero stati 21 e in grado di mantenere il numero legale. La maggioranza così è andata a carro armato e ha approvato 25 delibere in meno di un'ora. Quasi tutte con «i poteri del Consiglio»: si tratta di variazioni di bilancio, che incidono e modificano la manovra già approvata ben prima dell'assestamento. Una necessità dettata dall'esigenza di far quadrare i conti in funzione delle risposte da dare alla Corte dei Conti, che ha bocciato il Piano di riequilibrio del debito, che devono arrivare entro la fine dell'anno.
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Mercoledì 6 Dicembre 2017, 09:47 - Ultimo aggiornamento: 06-12-2017 09:47
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COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2017-12-06 19:19:19
Si sbrighino a Roma a fare chiarezza nel PD, altrimenti a Napoli non concluderemo mai niente di concreto.

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