Napoli, disabili senza parcheggi e dipendenti: cinque strutture smobilitano

Sabato 9 Novembre 2019 di Mariagiovanna Capone

Con la lettera-sfogo dell'assessore Roberta Gaeta è emerso che la situazione del welfare a Napoli è assai complicata. Si cammina sull'orlo del rasoio anche se per ora l'unico servizio davvero fermo è quello per il rilascio dei contrassegni H, utili ai disabili per circolare in zone a traffico limitato. Tutti gli altri sono a rischio, proprio perché il personale a disposizione non è sufficiente. I servizi che potrebbero fermarsi nei prossimi mesi saranno quindi Dopo di noi e gli assegni di cura per non autosufficienti collegati ai fondi regionali (il bando è in scadenza), trasporto e assistenza specialistica per studenti disabili. A rischio chiusura cinque strutture assistenziali e se non si provvederà a rimpinguare gli uffici del Servizio centrale Welfare con personale anche di altri uffici, come chiede Gaeta al sindaco, saranno a rischio anche tutti i servizi a progetto, man mano che saranno in scadenza. L'assessore comunale teme ripercussioni per «i cittadini fragili» che si vedranno negare i propri diritti sanciti per legge, ma anche per l'amministrazione, per «l'esposizione a numerosi ricorsi giudiziari dovuti alle mancate risposte agli obblighi di legge esporranno nell'immediato a costosi contenziosi». Intanto non mancano i disagi già ora per tanti disabili napoletani.

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Come Ciro Colursi, a capo di Actae, l'Associazione Cattolica in difesa di Ammalati Trapiantati ed Emodializzati. «Per noi l'automobile è essenziale: controlli medici, dialisi o un'emergenza. Durante l'anno ottenere un contrassegno H è stata un'odissea, chi lo ha in scadenza non resta che restare bloccato a casa». Tra questi tanti aderenti all'Actae, ma anche di altre associazioni, che rischiano una multa se circolano in Ztl. «Io stesso spiega Colursi prima del rinnovo ho avuto alcune multe, perché ho attraversato la Ztl per recarmi al Cardarelli». Bianca invece è mamma di un bambino autistico. «Temo per il suo futuro ogni giorno, ci sentiamo abbandonati. Dobbiamo fare i salti mortali per portarlo a scuola e ai centri di riabilitazione, e senza il contrassegno H non so come spostarmi visto che viviamo in piena area Ztl».

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Chi era al corrente che la situazione sarebbe diventata critica e ha chiesto interventi urgenti mesi fa è stato il sindacato Fp Cgil. «Abbiamo sempre cercato un dialogo con l'amministrazione ma non c'è stato verso. Anzi, hanno operato nella gestione del personale con una modalità autoritaria, e l'assenza di dialogo ha messo a rischio le attività nonché la democrazia all'interno del Comune di Napoli» spiegano Danilo Criscuolo e Salvatore Tinto. E poi ci sono le 5 strutture assistenziali a rischio chiusura nei prossimi mesi. Già ferme le attività al centro Marechiaro che coinvolge minori a rischio e disabili. Dal primo settembre la responsabile è stata spostata e attualmente ci sono solo funzionari impossibilitati a organizzare laboratori per i più piccoli. Alla ludoteca di piazza Miracoli, area fortemente a rischio, si teme che i bimbi che qui trovano «un'oasi di gioia e serenità, vengano deprivati di un aiuto che permetta loro di stare alla larga dalla criminalità». Situazione di vulnerabilità anche al Palazzetto Urban ai Quartieri Spagnoli e alla residenza per anziani di Secondigliano.

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Mario Estate è un disabile di 66 anni di cui 25 su una sedia a rotelle che necessita di «assistenza totale, mentre il Comune mi ha assegnato appena tre ore a settimana di assistenza tutelare. A me che ho bisogno di qualcuno che mi lavi, metta a letto, porti in bagno, aiuti a mangiare: devo fare queste cose solo per un'ora, tre volte a settimana?». Il motivo è la burocrazia. «Ho presentato l'Isee con un po' di ritardo e mi hanno inserito nella fascia massima di compartecipazione, seguita anche da una richiesta di risarcimento». Ciò che fa rabbia a Estate «è che per noi disabili a Napoli non c'è sostegno. Una priorità sarebbe, visto che molti non hanno avuto il contrassegno H, un servizio trasporti comunale gratuito o a tariffa tutelata per portarci a visite mediche, fisioterapia e cose del genere. Attualmente paghiamo di tasca nostra a privati un servizio che ci costa 25 euro all'andata e 25 al ritorno: 50 euro, un furto».

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