Napoli, la retromarcia di de Magistris: il sindaco dà forfait al convegno della massoneria

Martedì 17 Ottobre 2017

Salta la partecipazione di Luigi de Magistris al convegno dal titolo «Grammatica universale dei diritti umani» organizzato dal Grande Oriente d'Italia e al quale il sindaco di Napoli, secondo programma, avrebbe dovuto portare il saluto della città. La decisione di de Magistris di non intervenire al convegno che si svolge in un albergo del lungomare partenopeo è legato, spiega lo stesso de Magistris, alle «polemiche di questi giorni e anche al dibattito che ne è scaturito», che «rischiano di dare un significato completamente distorto alla mia presenza al convegno. »Il mio intento -aggiunge- era quello di portare un saluto istituzionale, ma soprattutto di ribadire quello che affermo da 25 anni sulla massoneria e ricordare come le massonerie deviate sono state determinanti nel fermare il mio lavoro di magistrato. E avrei anche affermato che non si deve cadere nelle generalizzazioni e che non esiste l'equazione 'massone è come dire delinquentè o 'massone è come dire affiliato alla criminalità organizzatà».

«Il tema del convegno che si incentra sui diritti umani, prosegue de Magistris, »mi impegna da sempre come giurista, come sindaco ed ex magistrato e per questo avevo accettato l'invito e su questa traccia avrei anche svolto il mio intervento. Mi sarei aspettato l'apertura di un confronto su quello che avrei detto, invece si è scatenato un dibattito sull'opportunità o meno della mia presenza. Ho quindi deciso di rinunciare alla mia partecipazione al convegno - spiega - per evitare ogni indebita strumentalizzazione, dal momento che si registra una dialettica molto dura tra articolazioni dello Stato a cui sono affiati compiti anche di controllo, come la Commissione antimafia, e lo stesso Goi».

«C'è un acceso dibattito sull'iniziativa dei controlli e sulla denuncia che è stata presentata nei confronti della Commissione antimafia e non posso consentire che la mia presenza possa essere interpretata come una posizione di equidistanza rispetto a questa situazione o come una sorta di giudizio non negativo nei confronti di questa denuncia«. De Magistris conclude chiarendo che »la mia posizione è che ogni controllo ed attività di accertamento, parlamentare o giudiziaria, deve essere accettata da chi nulla ha da nascondere».

Ultimo aggiornamento: 13:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA