Napoli, de Magistris e il grande risiko della corsa alla Regione

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di Adolfo Pappalardo

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Il convitato di pietra è a palazzo San Giacomo. Specie in queste ore in cui aspiranti candidati e partiti studiano flussi e percentuali per calare le carte da gioco sul tavolo delle Regionali. Altro che M5s e Lega, il politico e il movimento di cui, volente o nolente, occorre tener comunque conto in Campania rimane il sindaco Luigi de Magistris. Che, a sua volta, archiviate le Europee dove pure aveva immaginato di mettere una sua fiche presentando una sua lista, può ripiegare solo sulle Regionali dell'anno prossimo. Altrimenti, con la fine del suo secondo mandato nel 2021, potrebbe vedere poi interrompere la sua carriera politica. E per un periodo lungo. Per ora, de Magistris, come è nel suo stile, ammicca, minaccia e dissimula pur di non scoprire le sue carte. Solo ieri, per l'appuntamento politico dell'anno prossimo, il sindaco di Napoli riesce, contemporaneamente in una sola dichiarazione, ad aprire al Pd ma chiudendo a De Luca, allargarsi ai grillini e auspicando pure un laboratorio che attiri anche gli elettori di centrodestra che non si riconoscono in Salvini. Un risiko impossibile. Con l'unica certezza che, almeno a parole, l'M5S gli ha chiuso malamente le porte in faccia e i democrat pure. Ma se le vie della politica possono essere molte, quelle di de Magistris sono solo quattro.
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Giovedì 30 Maggio 2019, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 30-05-2019 13:00
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