Dema-M5S, l'accordo impossibile per la Regione

Giovedì 30 Maggio 2019 di Mauro Calise
Son cominciate le grandi manovre per la partita a scacchi regionale. Con una incognita e alcune certezze. Il che, rispetto al cronico caos di Napoli e della Campania, già è un discreto passo avanti. Liquidiamo subito l'incognita, tanto non la scioglieremo presto. Riguarda la possibilità che si vada, in tempi brevi, a nuove elezioni nazionali. Il mondo degli opinionisti è spaccato, ancor più di quello politico. Io propendo per la tenuta del patto di potere tra Salvini e Di Maio. Ma a breve potremmo scoprire che il puledro di Pomigliano è spodestato, dai militanti e/o da Casaleggio, che detiene le chiavi del server. E il governo ballerebbe di brutto. A Salvini converrebbe comunque cercare di tenerlo a galla, aspettando che le acque si chetino e portando all'incasso i suoi obiettivi in maniera meno eclatante di quanto ha minacciato negli ultimi tweet. Risfoderando la nutella al posto dello spadone di Giussano. Se però, contro le aspettative dei due diretti interessati, l'intesa tra i vice-premier saltasse, c'è l'ipotesi che si vada al voto prima o insieme alle regionali.

In quel caso c'è chi sostiene che, in nome dell'inclusività evangelica che ne ha guidato i primi passi, Zingaretti potrebbe offrire un posto in lista al sindaco quovado, come qualcuno ha ribattezzato De Magistris per via del rischio che, finito il mandato, resti disoccupato. Coglierebbe, così, due piccioni. Includerebbe nei consensi Pd i seguaci dell'ex-pm candidato come indipendente ed escluderebbe dalla lizza per il prossimo governatore un contendente alquanto ostico. La possibilità che questa ipotesi al momento alquanto azzardata possa concretizzarsi, non dipende, però, da Napoli. Ma da quello che succederà a Roma.

Possiamo, quindi, accantonarla, e passare a un paio di certezze, e a una importante - possibilità. La prima certezza è che De Luca sarà in campo, e con le insegne del Pd. La mossa di candidare Roberti, e il risultato straordinario che l'ex-assessore ed ex-procuratore nazionale antimafia ha conseguito, hanno siglato un patto anche simbolico tra il governatore e il segretario. De Luca si è riconquistato la medaglia di ottimo amministratore, e anche quella di politico di lungo corso. Ciò non eviterà che ci siano scaramucce tra i micronotabili e congressi provinciali arroventati. Ma Zingaretti sa bene che, senza De Luca, la Campania sarebbe persa. E ha bisogno di questa vittoria come e più del presidente uscente.

La seconda certezza riguarda l'accordo tra De Magistris e i grillini. Che appare altamente improbabile. Tutti ne parlano. Ma, per concretizzarsi, uno dei due schieramenti dovrebbe rinunciare al candidato governatore. I Cinquestelle non lo faranno mai. Alle europee si sono confermati pur se in notevole flessione il primo partito in Campania. Perché mai dovrebbero accettare di mettersi al seguito del sindaco uscente e calante? Il passo indietro potrebbe farlo De Magistris. Per il gusto di rendere la vita un po' più difficile a De Luca, dovrebbe accettare un posto in seconda fila. Magari, barattandolo con la promessa di un assessorato. Per quello che abbiamo visto del suo ego, è un'ipotetica di terzo grado. E ve li immaginate i Cinquestelle che si apprestano a governare insieme al personaggio più imprevedibile di tutta Italia? Io no. Anche se in politica, si sa, mai dire mai.

Col che veniamo a quella che potrebbe diventare una certezza, ma ora è solo una possibilità. Tutti i ragionamenti che si sentono sul futuro di Santa Lucia, vengono fatti con le pedine già in campo. Ma se una cosa abbiamo imparato in questi ultimi, frenetici anni, è la rapidità con cui scenari superaccreditati si ribaltano, per l'irruzione di volti nuovi. Faccio un esempio, per capirci meglio. L'altro giorno ho incrociato in Tv, a un dibattito su RAInews, Elly Schlein. Parlamentare europea uscente, che non si è ricandidata nel Pd per non rompere i legami con mondi che non si riconoscono ancora nella proposta di Zingaretti. Come controllo dell'argomentazione e chiarezza di comunicazione, è più brava di Occaso Cortez. Ne condivide la stessa - esorbitante passione civile. Ed esprime al meglio quel mix di ecologismo umanitario che è il lievito più promettente delle nuove generazioni. Mi sono chiesto. Ma quante ce ne sono di puledri di razza come lei, e quando faranno finalmente irruzione anche sui territori? Con una lista del genere in campo, il calcolo cencelliano dei voti comune per comune subirebbe una bella impennata. E arriverebbe nel Palazzo una ventata di energia e di futuro, ben diversa dalla demagogia che ci è toccato subire in questi anni dai profeti chiacchierologici del cambiamento. 

Lo so cosa state pensando. Altro che possibilità, è un'utopia. Ma in politica, si sa, mai dire mai. © RIPRODUZIONE RISERVATA