Napoli, la verità di de Magistris jr: «Bistrot in regola, mi aggrediscono per motivi politici»

Sabato 22 Settembre 2018 di Paolo Barbuto
Passeggia sul lungomare liberato e parla del bistrot. Claudio de Magistris è dispiaciuto, non arrabbiato; dice cento volte che è tutto in regola, spiega in mille modi differenti che quel progetto renderà migliore la piazza. Ieri Maurizio Marinella s'è chiesto, sconsolato, perché un progetto analogo di allargamento del marciapiede che lui ha presentato è stato bocciato, mentre quello in favore del bistrot di Claudio de Magistris è stato accettato: il fratello del sindaco s'è sentito ferito.

Vuol rispondere a Marinella?
«Cerco di dribblare le polemiche anche se sono rimasto attonito di fronte alle sue parole. Nessun favoritismo al fratello del sindaco. Anzi, s'è aspettato tantissimo tempo. E, comunque, sono certo che il suo progetto è valido quanto quello del bistrot per cui verrà accettato se non esistono controindicazioni. Però, vi prego, smettete di dire che quello è il locale di Claudio de Magistris».

Che fa, rinnega la partecipazione al progetto?
«Tutt'altro, dico che io sono solo uno dei tre soci. Si tratta di una iniziativa imprenditoriale condivisa, non del bistrot del fratello di...».

Ma essere fratello del sindaco può aiutare.
«Illazioni che respingo con vigore al mittente. Se volete saperlo abbiamo atteso due anni per ottenere il permesso di realizzare quell'intervento, peraltro a nostre spese: se questo significa essere favoriti».
 
Però, alla fine, avrete un ampio marciapiede dove piazzare tavolini e fare affari.

«Anche qui va fatta chiarezza. Abbiamo l'obbligo di lasciare due metri di spazio ai pedoni e un metro e mezzo al margine esterno. Lo spazio per gli eventuali tavolini sarà di due metri e mezzo: non un'invasione come in tanti hanno detto solo per il gusto della polemica».

Mica dirà che quei tavolini non serviranno al bistrot? Avete fatto i conti degli introiti generati dal servizio esterno?
«Io non mi occupo di queste cose. Guardo alla bellezza di un progetto dove arte, cultura e gastronomia si incontrano in un luogo unico di Napoli, voi pensate a fare i conti...».

Ma, comunque, si perderanno posti auto e introiti dalle strisce blu, dicono, per 60mila euro.
«Mi sembrano discorsi piccini. Trasformare una piazza storica e abbellirla, cancellando la vergogna dell'aggressione delle automobili, diventa una questione economica. Sono allibito».

Sul bistrot s'è abbattuta anche l'ira del presidente della municipalità, de Giovanni.
«E questa mi pare la parte più singolare della vicenda. Ricordo perfettamente il sostegno che de Giovanni stesso offrì all'allargamento di quello stesso marciapiede in favore di un locale di ristorazione. Oggi, invece, è contrario».

Il presidente de Giovanni chiarisce di non aver mai concesso spazi, anche perché non rientra nelle sue competenze.
«Però la convocazione della conferenza dei servizi resta, così come le parole d'entusiasmo per quel progetto con le quali si è rivolto a palazzo San Giacomo. È solo un attacco a de Magistris».

Lei vede nemici ovunque.
«Io osservo la realtà. Si tratta solo di un'aggressione politica, che tristezza».

Scusi Claudio, ma il fratello del sindaco che vuole un marciapiede nuovo, non fa prima a chiamare il fratello per chiedergli un intervento rapido e immediato, magari a spese del Comune?
«Cos'è una domanda ironica? Non capisco, dico solo che questa vicenda è la definitiva e plateale dimostrazione che nel nostro modo di intendere politica e amministrazione, il nepotismo non esiste. Questo sia ben chiaro a tutti». Ultimo aggiornamento: 14:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA