Napoli, la maggioranza perde pezzi: «De Magistris è al collasso»

Giovedì 24 Maggio 2018 di Paolo Barbuto
La notte è stata lunga per Laura Bismuto e Claudio Cecere, i consiglieri che ieri hanno disertato l'aula mettendo in luce le crepe profonde della maggioranza Dema. I sussurri di via Verdi raccontano che i riottosi agli ordini di scuderia fossero più di due e che la lunga sospensione del primo pomeriggio sia stata necessaria per rimettere a posto le cose in vista di un voto considerato determinante. Ma ai sussurri non bisogna dar conto. Meglio attenersi ai fatti.

E i fatti raccontano di una spaccatura ormai conclamata. Bismuto e Cecere hanno deciso che si incontreranno stamattina per prendere una decisione condivisa: i bene informati delle vicende di maggioranza sostengono che nelle ultime ore i due siano stati avvicinati per cercare un chiarimento. I bene informati delle questioni di opposizione giurano, invece, che nessun chiarimento sarà possibile. Anche se all'orizzonte resta il punto interrogativo della posizione futura dei due probabili esuli: offriranno il loro contributo al sindaco da «esterni» oppure daranno sfogo alle tensioni represse salendo sulle barricate dell'opposizione?
 
Proprio l'opposizione ieri ha cercato di far sentire con forza la propria voce in aula, di palesare il disagio per la bocciatura da parte dei Revisori: «Far passare un rendiconto che ha ottenuto il parere sfavorevole dei revisori è un atto gravissimo - la senatrice Pd e consigliera comunale Valeria Valente è un fiume in piena dopo l'addio all'aula - In questa maniera viene certificata una debacle conclamata che invece poteva essere evitata. Ma questa amministrazione continua a percorrere con tenacia strade impossibili, insiste nel cercare leve come la riscossione di tasse e tributi o come la vendita del patrimonio che non hanno dato i risultati annunciati e probabilmente non ne daranno nemmeno in futuro. Continuare a ripetere gli stessi errori, cercando denaro laddove non si riesce a trovarlo, mette a rischio la tenuta dell'intero piano di riequilibrio che, tra l'altro, è ancora al vaglio degli organi di controllo».

Severissimo anche Matteo Brambilla, candidato sindaco per i Cinque Stelle alle ultime comunali e consigliere comunale del movimento: «Cercano di tenere a galla una nave che sta affondando, non fanno altro che allungare i tempi di una fine annunciata - dice con durezza - noi continuiamo a dedicare tutto l'impegno che possiamo alla città di Napoli. Leggiamo ogni documento, chiediamo chiarezza, segnaliamo i punti di difficoltà. Ma ogni cosa sembra inutile: non c'è voglia di ascoltare». Ieri Brambilla si è battuto anche contro la delibera sulla legittimità dei debiti fuori bilancio, ha presentato una relazione puntuale e impietosa (come leggete con maggiore dettaglio nell'articolo in queste stesse pagine): «Dei circa 3,2 milioni di debito contratti, circa 2 milioni e mezzo rappresentano interessi connessi ai ritardi con i quali i debiti sono stati iscritti a bilancio. Questi esempi, denotano una cattiva amministrazione e producono effetti negativi con ricadute pesanti sui cittadini».

Per Stanislao Lanzotti, consigliere di Forza Italia: «Il documento dei Revisori non è la segnalazione di un problema contingente: è la fotografia drammatica di una situazione che ormai si è consolidata e per la quale non esiste più nessuna via d'uscita. L'unica soluzione è decretare la fine di questa amministrazione». Lanzotti ricorda la gavetta in politica dove ha imparato a confrontarsi, e si rammarica: «Abbiamo deciso di uscire dall'aula dopo che è stata respinta la pregiudiziale e, naturalmente, l'ho fatto anche io. Però mi sarebbe piaciuto restare per partecipare alla discussione: ovviamente il risultato sarebbe stato identico, la maggioranza avrebbe ottenuto quel che desiderava, però avrei potuto contribuire a fare chiarezza sugli errori commessi e sui danni che ancora oggi vengono portati a una città, la nostra città, che invece avrebbe bisogno di pensare a un futuro sereno».

Ancora più severo Andrea Santoro di Fratelli d'Italia: «Il Consuntivo non fotografa il fallimento finanziario del Comune di Napoli, fotografa piuttosto il fallimento politico di De Magistris. Approvare il bilancio nonostante il parere negativo dei Revisori dei Conti è l'ennesimo atto di arroganza. Ed è anche un atto che può avere conseguenze personali: sono stati gettati nel tritacarne delle future responsabilità tutti quei consiglieri di maggioranza che sono stati costretti a votare questo atto». Per Santoro non esiste possibilità di salvezza: «Ormai il Comune di Napoli è condannato al dissesto, una situazione inevitabile, frutto delle cattive amministrazioni di sinistra che governano ininterrottamente Napoli dal 1972 ad oggi».

David Lebro, consigliere di «La Città», ha chiarito la sua posizione fin dall'apertura dei lavori quando le forze di opposizione avevano già annunciato la volontà di presentare la pregiudiziale: «Le forze di centrosinistra con la pregiudiziale e la mozione portano avanti una lotta di trasparenza e di responsabilità», ha detto. Poi ha insistito: «Stiamo indebitando il futuro dei nostri figli e delle future amministrazioni, non possiamo permetterci di interferire con il domani di una intera città».

Dall'opposizione ha fatto sentire la sua voce anche Domenico Palmieri di Napoli Popolare: «Bisogna prendere atto che questo parere sfavorevole dei revisori sancisce definitivamente sette anni di malagestione dell'attuale sindaco. Comprendiamo le difficoltà per un debito ereditato dal passato, ma si tratta di un elemento che non ha nulla a che vedere con le vicende delle quali si è discusso in aula: qui si parla di incapacità nella riscossione e nella vendita del patrimonio immobiliare. E su questi punti l'amministrazione De Magistris ha fallito. L'unica possibilità, adesso, è trovare la strada corretta per arrivare a una procedura di dissesto guidato che non metta in ginocchio ulteriormente la città».

Definitivamente caustico Marco Nonno (FdI): «Al momento dell'approvazione del bilancio preventivo i revisori avevano annunciato verifiche frequenti, non c'è da meravigliarsi se quella verifica è arrivata ed è stata devastante per l'Amministrazione. Alla luce di ciò che è stato rilevato dai revisori penso che la Giunta, invece di cercare i numeri per ottenere una vittoria di Pirro in consiglio, avrebbe dovuto trarre le giuste considerazioni ed evitare una lunga agonia. Le dimissioni della Giunta rappresentano l'unica soluzione possibile, con il passaggio per il commissariamento e poi le nuove elezioni. Se va avanti così, invece, Napoli si ritroverà nel baratro del dissesto perché con la situazione rilevata dai revisori, non c'è possibilità di salvataggio». Ultimo aggiornamento: 17:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA