Napoli, maggioranza e opposizione discutono di Città Metropolitana. Il sindaco Manfredi: «Non sia succursale del Consiglio Comunale»

Lunedì 20 Dicembre 2021 di Emiliano Caliendo
Napoli, maggioranza e opposizione discutono di Città Metropolitana. Il sindaco Manfredi: «Non sia succursale del Consiglio Comunale»

Prove di dialogo tra maggioranza e opposizione in via Verdi, nell’aula del consiglio comunale di Napoli. A riunire i fronti opposti, tanto da far sedere a poca distanza l’uno dall’altro il sindaco Gaetano Manfredi e il capo dell’opposizione in consiglio comunale Catello Maresca, è stato Enzo Rivellini, ex eurodeputato, con alle spalle un lungo trasmigrare nei partiti di centrodestra, ed inventore della lista-movimento Napoli Capitale. Il tema dell’incontro: «la Città Metropolitana», se intesa come «spreco o opportunità?». Una domanda a cui hanno provato a rispondere i vari relatori del convegno moderato dall’ex consigliere regionale e co-organizzatore dell'evento, Piero Diodato, recentemente espulso da Fratelli d’Italia. Nel corso del consesso sono intervenuti inoltre l’ex senatore e attuale coordinatore campano dell’Udc, Ciro Falanga, il segretario regionale di Centro Democratico ed ex presidente del consiglio comunale, il professore Raimondo Pasquino e i consiglieri regionali Michele Schiano (FdI), Severino Nappi (Lega) e Anna Rita Patriarca (Forza Italia).

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Dopo aver ringraziato i presenti per il clima di collaborazione istituzionale, Rivellini chiarisce subito il motivo dell’incontro: la messa in campo di una proposta di riforma della legge 56 del 2014, la cosiddetta “legge Delrio”, che ha ridefinito l’ordinamento di province e istituito le città metropolitane. Per l'ex eurodeputato l'obiettivo è l’elezione diretta del sindaco della città metropolitana, interrompendo l’automatismo per cui, nei grandi comuni, il sindaco della città capoluogo di provincia è anche sindaco metropolitano. «Serve una deroga per consentire alle province la votazione di un sindaco che al momento non è il loro» spiega Rivellini, aggiungendo che «le comunità della provincia e quella della città rappresentano territori con esigenze diverse». La critica di Rivellini alla legge Delrio centra anche il tema dell’elezione di secondo grado del presidente e dei consiglieri del consiglio metropolitano che aveva lo scopo «di voler abolire la casta, ma ha creato una super-casta di consiglieri comunali, gli unici con diritto di voto e a poter essere eletti». La richiesta del leader di Napoli Capitale pervenuta al sindaco metropolitano Manfredi è che la Città Metropolitana non diventi «la stanza di compensazione» degli «appetiti voraci» di coloro che si sentono penalizzati per le nomine e gli incarichi del Consiglio Comunale. Lo segue a ruota l’ex candidato sindaco Catello Maresca secondo il quale bisognerebbe parlare di «Napoli città metropolitana» e non dell’inverso, in quanto servirebbe una valorizzazione dell’ente di vasta area attraverso «interventi strutturali, programmati ed economicamente compatibili». Secondo Maresca, servono «nuove prospettive sull'urbanizzazione, la delocalizzazione dei servizi di funzione e la gestione trasporti e dei rifiuti», citando l’esempio virtuoso dell’azienda multiutility lombarda A2A, partecipata dai comuni di Brescia e Milano. Il magistrato della Corte d’Appello di Campobasso inscena poi un simpatico siparietto con il suo avversario in campagna elettorale, annunciando che per Natale regalerà al sindaco «il progetto sulla viabilità cittadina e provinciale» elaborato dalle opposizioni di centrodestra e del “gruppo civico Maresca”. Manfredi non si scompone, mostrandosi propenso alla discussione dei vari spunti arrivatigli: «Il termine opposizione non mi piace - precisa il sindaco- preferisco quello di minoranza. Concordo con Catello: governare Napoli prescindendo dalla Città Metropolitana è impossibile. Oggi anche la Commissione Europea ragiona in termini di aree metropolitana». L’ex ministro dell’università e della ricerca non risparmia una critica all’approccio degli ultimi anni da parte della politica napoletana nei confronti dell’ente di Piazza Matteotti: «Noi abbiamo vissuto in una visione Napoli centrica, con la provincia come complemento. Serve una visione con un riequilibrio di funzioni. La Città Metropolitana – sottolinea Manfredi, avvisando tra le righe i tanti partiti della coalizione che lo sostiene - non può essere la dépendance del Comune di Napoli, per un motivo politico ma anche strategico. Bisogna valorizzare sindaci e consiglieri comunali portatori delle esigenze di altre realtà, sviluppando politiche sovracomunali, con comparti omogenei: pensiamo all'area della costiera sorrentina e all’area flegrea». La speranza resta allora «la riforma del Tuel in discussione in Parlamento» conclude Manfredi.

Per il consigliere regionale della Lega Severino Nappi «bisogna comprendere che le criticità della provincia sono le stesse della città di Napoli, e si deve ripartire da una visione d’insieme per affrontare i problemi di un territorio che non vede soluzione di continuità tra i 92 Comuni che lo compongono». «Per fare ciò – ha poi aggiunto - servono misure che diano slancio e qualità alla macchina amministrativa». Mentre per Anna Rita Patriarca, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, la Regione «potrebbe delegare altri poteri alle Province e alla Città Metropolitana, come la gestione delle risorse idriche e dei rifiuti. Si potrebbero inoltre affiancare i centri sanitari alle province. È necessario unificare i centri di potere». La consigliera azzurra disapprova anche il metodo elettorale indiretto: «Diamo al popolo la possibilità di tornare alle urne. Stiliamo un documento di proposte». A conclusione dell’evento Rivellini annuncia che prima delle elezioni metropolitane che si terranno il 20 febbraio, così come riferito dal sindaco alla stampa, si cercherà di ripetere un incontro con il primo cittadino per capire a che punto sia arrivata l’elaborazione delle proposte del convegno.

 

 

Ultimo aggiornamento: 20:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA