Napoli, morto Rosario Rusciano: ex assessore fu bandiera dei liberali

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Giuseppe Crimaldi
Si è spento a 79 anni, dopo una lunga malattia, Rosario Rusciano, noto e stimato avvocato ed ex assessore comunale a Napoli nei primi anni 90. Con Rusciano scompare non soltanto una figura di professionista di primissimo piano, ma anche uno dei protagonisti della vita politica e culturale napoletana che pure subì le tempeste di certo vento giustizialista negli anni della Tangentopoli partenopea. Uomo di profonda e raffinata cultura, liberale autentico di formazione crociana, Rusciano riuscì a incarnare l'ideale del professionista a tempo pieno prestato alla politica e soprattutto al servizio della città.

LA PASSIONE POLITICA
Lunga e densa di incarichi la sua carriera all'interno del Partito liberale italiano negli anni in cui governava - a livello nazionale - il pentapartito. Rosario Rusciano in quegli anni tuttavia non abbandonò mai la toga, frequentando le aule di Castelcapuano, prima, e della nuova cittadella giudiziaria del Centro direzionale, poi. Un avvocato a tutto tondo, che riusciva brillantemente a spaziare dal civile al penale, fino all'amministrativo. Nel Pli, che aveva la sua sede in uno storico palazzo di via Medina proprio di fronte alla Questura, Rusciano ricoprì vari incarichi, tra i quali quello di segretario cittadino. Ma fu nella tornata elettorale delle amministrative agli inizi degli anni 90 che ebbe la più importante affermazione, venendo eletto prima consigliere comunale e poi assessore ai Lavori Pubblici, prima, e alla Cultura, dopo.

L'INCARICO
In quella giunta si distinse per qualificati e importanti interventi anche sul tessuto urbano cittadino, riuscendo a deliberare e portare a termine anche la ristrutturazione della Cassa Armonica nella Villa Comunale, riportandola agli splendori originari. Non a caso Rusciano era stato anche autore di pregevoli scritti, tra i quali Napoli, le grandi opere, scritto con Pietro Craveri.

L'INDAGINE
La sua onestà e il suo profilo intellettuale non lo salvarono però dalla tempesta giudiziaria che si abbatté negli anni di Tangentopoli. Rusciano fu persino destinatario di un'ordinanza cautelare che lo portò in carcere e poi per 51 lunghi giorni ai domiciliari con accuse dalle quali venne poi in tutte le sedi scagionato e assolto. Un'esperienza terribile, conclusa poi anche con un risarcimento per ingiusta detenzione liquidato dalla Corte d'Appello di Napoli in 53mila euro. Con lui se ne va la figura di un galantuomo d'altri tempi. I funerali si terranno oggi alle 11.30 presso la chiesa di San Pasquale a Chiaia. © RIPRODUZIONE RISERVATA