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Napoli, mai così tanti poveri in città: «Abbiamo bisogno di aiuti»

Mercoledì 10 Agosto 2022 di Gennaro Di Biase
Napoli, mai così tanti poveri in città: «Abbiamo bisogno di aiuti»

La scure della povertà si abbatte sull'agosto napoletano. Come dimostra l'appello lanciato ieri della Caritas, le ferie dei volontari - che portano alla chiusura di diverse mense - e il carovita - portato invece da guerra e Covid - stanno lasciando il segno. «Stiamo collassando argomenta l'assessore alle Politiche Sociali di Palazzo San Giacomo, Luca Trapanese i poveri per strada sono tanti, come mai prima. E in inverno sarà emergenza».

Assessore, cosa si può fare per affrontare la chiusura delle mense nelle settimane centrali di agosto?
«Purtroppo, non possiamo fare di più: ma tanto è stato fatto, da quando sono in carica, come l'apertura di due strutture con la Caritas o l'ampliamento dei dormitorio pubblico, ma le risorse sono poche: abbiamo soli due dirigenti comunali per i servizi di infanzia, disabili, donne, immigrati e violenza. Ci servirebbero almeno il doppio dei dipendenti per il welfare».

Come si spiega questa escalation di homeless e tende montate ovunque in città, dalle Torri Aragonesi fino ai giardini di Rotonda Diaz?
«Abbiamo analizzato la questione con le Unità di Strada. Il problema riguarda in parte anche il fattore dell'esposizione estiva. I senza dimora, in queste settimane, cercano l'aria aperta e per questo si notano di più. Non vogliono stare nei dormitori, che spesso sono senza aria condizionata, e che in questo momento sono molto meno affollati rispetto all'inverno».

Dal suo arrivo in giunta a fine ottobre, i numeri degli homeless sono cresciuti?
«Da 1700 persone abbiamo superato i 1830: l'aumento della povertà non è in discussione».

È aumentata anche la domanda di distribuzione dei servizi alimentari?
«I pasti da distribuire in città sono tantissimi: parliamo di oltre 1200 consegne al giorno, stando ai dati pre-estivi. Con guerra e carovita c'è stato sicuramente un incremento, che è difficile quantificare esattamente in questi mesi. Cifre più esatte potranno arrivare in inverno, quando i poveri torneranno nei dormitori, che sono il nostro strumento di monitoraggio statistico più importante. Solo la mensa di San Francesco, quella dei Carmelitani, distribuisce in media 500 pasti al giorno. Molte associazioni attive d'inverno, ad agosto si fermano: in estate viene a mancare un sostegno importante nel terzo settore. I servizi e le mense, come sottolinea anche la comunità di Sant'Egidio, sono dimezzati. C'è tanta difficoltà a reperire acqua e cibo».

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Considerando l'esodo estivo verso la strada di cui ha parlato, le strutture per i senza dimora al momento sono vuote?
«I dormitori napoletani offrono circa 450 posti, al momento però i letti occupati sono la metà. Per spiegarle il fenomeno, le faccio l'esempio della Villa Comunale. Da lì ci stanno arrivando decine di segnalazioni di clochard che dormono sulle panchine e si lavano alle fontanelle. Loro non sono, tecnicamente, nuovi arrivati, ma si tratta delle stesse persone che d'inverno occupano i dormitori».

I prezzi aumentano, al contrario dei salari. Cosa prevede per l'inverno?
«Quest'inverno sarà la stagione dell'esplosione della povertà. Lo Stato dovrà darci una mano in questo senso. Credo che a Napoli avremo altri 300 nuovi poveri senza più casa. E altri 300 che dovranno ricorrere ai pasti gratuiti».

Quindi bisognerà implementare il servizio di aiuti.
«Questo lo stiamo già facendo. Siamo passati da due a cinque Unità di Strada. Grazie ai fondi del Pnrr, stiamo ristrutturando alcuni locali alla stazione per l'accoglienza dei poveri. Una gran parte dei 10 milioni in arrivo dal Pnrr per il welfare, più altri 4 milioni di fondi comunali, saranno destinati a homeless, anziani e disabili. Con l'Arcivescovo Battaglia, abbiamo poi inaugurato una struttura a piazza Ottocalli che possa ospitare donne immigrate con figli. Allo stato attuale delle cose, per i senza dimora lavorano un funzionario e 2 assistenti sociali presso l'ufficio Politiche d'Integrazione e Nuove Cittadinanze. Ci sono poi tre Unità di Strada gestite dalla Gesco e da Il Camper. Ogni unità è formata da una equipe professionale di 6 membri, che ogni giorno dalle 8 alle 21, su tre turnazioni, lavorano sul territorio supportando e monitorando situazioni di fragilità sociale. Oltre alle Uds, collaborano con noi strutture a bassa soglia, nello specifico 4 dormitori: il Centro prima accoglienza, La Palma, La Tenda e la Casa delle Genti. Anche la Croce Rossa continua nelle uscite regolarmente in queste settimane agostane. Non sono solo, vanno ringraziati i dirigenti del servizio welfare che con poche risorse cercano di fare miracoli, e collaboro attivamente con le associazioni del terzo settore, che si sono sostituite alle istituzioni per anni: loro sono un bene prezioso e tutto quanto è in campo proviene da un lavoro di squadra tra ente e associazioni».
 

Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 08:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA