«Emozionato da Napoli», la gioia del re di Spagna al Teatro San Carlo

Mercoledì 8 Maggio 2019 di Luigi Roano
Torna a essere capitale del Mediterraneo almeno per un giorno Napoli. Il palcoscenico è il San Carlo dove si è tenuto il simposio della Fondazione Cotec sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione e sull'innovazione. Alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella, del re di Spagna Felipe VI (con l'ex re Juan Carlos) e del presidente della Repubblica del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa. Il trilaterale Italia, Spagna, Portogallo è stata l'occasione per Mattarella per accendere la luce sul complicato rapporto tra pubblica amministrazione e potere esecutivo, per il Presidente la rivoluzione digitale è la chiave per accelerare gli atti ma non è solo questione di burocrazia ma anche di volontà politica. Ed è stata anche l'occasione per cogliere l'emozione del re di Spagna nell'essere a Napoli «che ricorda la nostra storia» e del presidente portoghese per il quale «Napoli è città europea, unica e universale» tanto da omaggiare una eccellenza della cultura contemporanea. «Sono felice di essere nella Napoli di Elena Ferrante».
 
Le parole di Mattarella suonano come un monito: «La tempestività nell'assunzione e nell'esecuzione delle decisioni di governo diventa sempre più essenziale» ammonisce il capo dello Stato. Un richiamo al Governo - in buona sostanza - perché sia più celere nel prendere le decisioni e ancora di più nel concretizzarle. È la chiave del discorso del Presidente, concentrato sui ritardi della Pubblica amministrazione e sulla sua pachidermica burocrazia. Serve «un salto di qualità», sottolinea. «Troppo spesso si registra un ritardo delle strutture burocratiche, impantanate nella babele di gestioni dei dati separati e non interoperabili tra loro». Il capo dello Stato analizza il problema in senso politico e richiama l'attenzione sulle diseguaglianze digitali che sono drammatiche come quelle sociali ed economiche. «C'è il rischio di una emarginazione digitale» che può riproporre «una questione sociale che richiama quella degli illetterati del nostro Paese di inizio '900». E ciò porta «difficoltà di partecipazione non solo alla vita della propria comunità ma alla stessa vita democratica». Il Presidente batte il tasto dell'uguaglianza e della necessità di non lasciare nessuno indietro sforzandosi di far comprendere quanto falsa e pericolosa sia oggi la distinzione tra vita reale e virtuale. «L'inclusività è uno degli scopi che debbono caratterizzare l'attivazione di nuove tecnologie, con servizi il più possibili intuitivi e lo sviluppo di applicazioni facili e immediate. Va osservato che non può essere e non è lo smartphone il simbolo contemporaneo dei diritti di cittadinanza».

Felipe VI è stato il primo a parlare e le sue parole hanno colpito un uditorio attento, anche lui non ha rinunciato a omaggiare Napoli e la sua storia, dove gli spagnoli non sono certo una parte secondaria. «Sono emozionato nell'essere qui - dice Felipe - a Napoli, al San Carlo, un luogo che mi ricorda la nostra storia». Un omaggio anche all'italianità con la citazione di Leonardo Da Vinci nell'anno in cui si celebra il cinquecentesimo anniversario della sua morte, per il re Leonardo è «un inno al genio». Ultimo aggiornamento: 12:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA