Napoli, le sardine tornano a manifestare. Ma in piazza San Domenico sono poche centinaia

Sabato 25 Gennaio 2020 di Paola Marano

Le sardine napoletane tornano in strada contro la guerra, ma la risposta in termini di partecipazione lascia a desiderare. Sono solo poche centinaia, circa trecento persone, quelle che stasera hanno partecipato al flash mob in piazza San Domenico organizzato per dire no alla guerre. Numeri che di certo non sono paragonabili a quelli del loro debutto partenopeo lo scorso novembre. «Non ci aspettiamo 10mila persone ogni volta che scendiamo in piazza – è la risposta ai cronisti che gli chiedono della scarsa affluenza di Bruno Martirani, rappresentante del gruppo napoletano delle sardine - scendere in piazza è un esercizio che bisogna fare perché pare che la gente se ne sia dimenticata e davanti a temi così importanti numeri che contano centinaia di persone sono assolutamente fondamentali». 
 


 
L’occasione è anche quella per ricordare Giulio Regeni, il giovane dottorando italiano ucciso in Egitto nel 2016, a quattro anni dalla sua scomparsa. I manifestanti si sono infatti spostati da piazza del Gesù a piazza San Domenico per aderire alla fiaccolata, in memoria del giovane, promossa da Amnesty International.

«Su dei temi così importantI come la pace o quando si parla di Giulio Regeni c'è solo da stasera in silenzio – continua Martirani - Oggi  a parlare saranno l'arte dell'ex asilo Filangieri, uno dei beni comuni di questa città e i suoi artisti, che interpreteranno lo spirito dell'articolo 11 della Costituzione. Abbiamo mobilitato un settore specifico che è quello dei beni comuni degli artisti di Napoli».

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Un momento di frizione, anche all’interno dello stesso gruppo delle sardine napoletane, che fa registrare qualche defezione tra chi era stato protagonista dell’exploit di piazza Dante, e che stasera snobba piazza San Domenico e sceglie direttamente piazza del Gesù. «In questo momento lavoriamo insieme.  Le differenze che si ripercuotono a livello interno sono un pregio – sottolinea Martirani – è una palestra per iniziare ad unire un fronte quindi è chiaro che ci siano delle dialettiche interne anche accese, che rappresentano l'humus del dibattito democratico».
 
E sul prossimo incontro nazionale a Scampia, le sardine annunciano che «la discussione rispetto l’organizzazione di questa manifestazione è stata fissata la settimana prossima». «Non abbiamo stabilito in via definitiva come si svilupperà l'incontro che faremo – spiega Riccardo Festa- È stata lanciata questa idea che abbiamo condiviso e adesso faremo una riunione per organizzare al meglio l'evento. Napoli è la capitale del Mezzogiorno e la scelta ha avuto una grossa risonanza mediatica, c'è bisogno di organizzare bene questa cosa e dare una comunicazione più compiuta dell'organizzazione». 
 
In piazza anche il segretario metropolitano del Pd, Marco Sarracino, e il candidato alle elezioni suppletive per il collegio uninominale 7 di Napoli del 23 febbraio, Sandro Ruotolo. «Io dico che siamo tutti sardine – dice Ruotolo - a Scampia capiranno cosa fare dopo le piazze, per vedere cosa faranno dopo la campagna elettorale in Emilia. Sulla mia candidatura c'è stata unità tra centrosinistra e società civile. Si tratta  di questa idea di politica al servizio dei cittadino e nel mio caso al servizio di Napoli.
 
Per Ruotolo il tema della pace è un tema di «informazione, conoscenza, ricordiamo Regeni nell'anniversario ma sappiamo che negli ultimi 15 anni sono stati uccisi oltre 500 giornalisti nei teatri di guerra quindi il tema è anche il bisogno di verità. E' uno dei valori che accomuna le sardine con tutti gli altri, esprimono dei valori che io definisco uno stato d'animo, ma soprattutto i cittadini hanno bisogno di uscire dai computer e stare insieme e fare comunità intorno alla pace e al ricordo di Regeni. Anche noi napoletani abbiamo una guerra, quella delle mafie che sono contro il nostro Paese».

 
 
 

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