LUIGI DE MAGISTRIS

Napoli, era in tv durante gli scontri:
scoppia la bufera su De Magistris

Domenica 25 Ottobre 2020 di Valerio Esca

Lo scontro si sposta dalla piazza ai palazzi istituzionali, dove Comune e Regione sono ancora una volta uno contro l'altro, nell'estetica di uno scontro senza più limiti e confini. Un tourbillon di polemiche si è abbattuto ieri sul sindaco Luigi de Magistris, reo, secondo molti, di non aver lasciato lo studio televisivo dove era ospite, mentre per le strade esplodeva la protesta, a suon di bastonate contro la polizia, di lanci di fumogeni e petardi da stadio. Una protesta degenerata nella caccia all'uomo nei confronti dei cronisti. In diretta tv, con le immagini che scorrevano sullo schermo, è stata la giornalista Lucia Annunziata a punzecchiare de Magistris: «Sindaco, ma non sarebbe meglio che lei andasse lì?». Provocazione alla quale il primo cittadino ha replicato: «Sì posso pure andare, ma non è che posso andare dentro a uno scontro, in questo momento sarei un attimo più attento a capire cosa stia succedendo».

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IL VICEGOVERNATORE
Durissime le parole del vice di De Luca a Palazzo Santa Lucia, Fulvio Bonavitacola: «Che de Magistris vivesse ormai solo di microfoni era chiaro da tempo. Gli mancava, nulla sua luminosa parabola, solo lo sciacallaggio sociale. Adesso il suo percorso si è davvero compiuto. E non sprecheremo tempo a chiederci se un uomo delle istituzioni può comportarsi come de Magistris in un momento così delicato: egli non è un uomo delle istituzioni». «Napoli non ha un sindaco» incalza Bonavitacola, che aggiunge: «Il virus si propaga più velocemente dei posti letto. Solo chi è chiuso a fare passerelle quotidiane negli studi televisivi non se n'è accorto. Verrà il giorno in cui sostituirà il microfono con carta e penna per decidere qualcosa? Molto improbabile. Un parolaio non passa dalle parole ai fatti. Al più può cambiare microfono».

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IL SINDACO
«Non ho la palla di vetro, non potevo prevedere che ci sarebbero stati degli scontri anche perché nessuno ci aveva avvisato», replica De Magistris, che aggiuneg: «Ero in uno studio televisivo di Napoli, in tempo reale ho visto quelle immagini e potevo decidere di abbandonare lo studio, ma non sono un poliziotto che deve andare in piazza, e così mi sarei sottratto, come non deve fare un sindaco, alle domande di giornalisti del servizio pubblico. Ho preso le difese della grande maggioranza buona della città, le distanze dalle violenze e una volta finita la trasmissione, che sarebbe finita dopo pochi minuti, ho seguito la vicenda. Se fossi stato in uno studio di Roma e Milano mi sarei alzato e me ne sarei andato». Poi, il primo cittadino ribadisce: «Questa non è la Napoli della resistenza. Quello che è accaduto è una pagina buia per Napoli, si tratta di una frangia violenta. Però sbaglia chi sottovaluta l'esasperazione sociale ed economica che nella città è crescente».

LE REAZIONI
«Incredibile che il sindaco di Napoli rimanesse tranquillamente in uno studio televisivo a commentare, mentre decine di delinquenti aggredivano la polizia e mettevano a fuoco la città» ha scritto su Twitter il responsabile per il Mezzogiorno del Pd Nicola Oddati. «Uno spettacolo ignobile, così come ignobile è stato vedere il sindaco della città de Magistris rimanere imperterrito in uno studio televisivo mentre Napoli esplodeva» afferma la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. Nell'emergenza sanitaria in corso, sottolinea lo scrittore Maurizio De Giovanni, «non stiamo assistendo ad una dialettica ma ad un conflitto istituzionale, una cosa di enorme gravità». Interviene sui social anche l'ex sindaco ed ex governatore Antonio Bassolino: «È un momento molto delicato per il paese e in particolare per Napoli. Netta deve in primo luogo essere da parte di tutti la condanna per gli inammissibili fatti di ieri sera a Santa Lucia. È così che si può poi in modo giusto affrontare gli enormi problemi che abbiamo di fronte. L'intreccio tra questione sanitaria e crisi sociale rischia di essere esplosivo. Servono misure urgenti e concrete per la salute e per l'economia. È soprattutto indispensabile una piena collaborazione tra Governo, Regione, Comune. Facciamo presto, dunque, prima che le cose sfuggano di mano a tutti: Napoli è Napoli». Contro il sindaco anche la scrittrice-blogger Selvaggia Lucarelli, che su Facebook commenta: «Il sindaco, mentre la sua gente è in piazza a protestare per il lockdown e ci sono i poliziotti schierati in mezzo al caos, non va a calmare gli animi, ma è in diretta su Rai 3. Che deriva». «La protesta no mask e contro le restrizioni trova ascolto popolare anche a causa dell'assenza di provvedimenti sociali - afferma Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista - se sono necessarie misure drastiche per fermare il contagio è fondamentale garantire nel frattempo reddito per tutte e tutti. Non si possono sussidiare le grandi imprese parassitarie e lasciare in mezzo a una strada le classi popolari o il lavoro autonomo. Non servono le prediche, servono i fatti. E un ceto politico che per venti anni ha tagliato sanità e diritti, che non è stato capace di organizzare tracciamento, tamponi, sanità territoriale e posti letto non ha il diritto di fare prediche».

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