Stadio San Paolo, vertice fiume: slitta il patto sui debiti. «Ma entro venerdì chiudiamo»

Martedì 17 Settembre 2019 di Luigi Roano
Quando qualcosa non funziona in una transazione, sbucano come i funghi dopo la pioggia «i cavilli». Ecco, la discussione tra il Comune e la SSC Napoli per la gestione dello stadio San Paolo è arrivata a questo punto, non morto ma con il serio rischio di morire. Perché quando si parla di «cavilli» significa che l'accordo non si trova perché qualcuno deve avere dei soldi e qualcun altro cerca di non tirarli fuori o di tirare sul prezzo.
 
Così, dal vertice di ieri all'Hotel Vesuvio iniziato alle 12,20 e finito esattamente 4 ore dopo tra il capo di gabinetto Attilio Auricchio e patron Aurelio De Laurentiis, il figlio Edo e l'amministratore della Filmauro Andrea Chiavelli per la gestione del San Paolo, è venuta fuori una fumata grigia. Da notare che non ha partecipato al vertice - per la seconda volta consecutiva nella delegazione del Comune - l'assessore Ciro Borriello, assenza probabilmente polemica. Resta da capire se verso il Comune o la Società. Tant'è la sostanza è che l'attesa firma sotto la convenzione di De Laurentiis non è arrivata. Filtra ottimismo ma la realtà è che si è allo stallo malgrado la convenzione sia stata licenziata dal Consiglio comunale e quindi immodificabile.

Dunque, la convenzione non può essere cambiata vale a dire che il canone stabilito dal Consiglio comunale - 850mila euro l'anno più la pubblicità e l'Iva e si arriva intorno al milione e 200mila euro - non si tocca. Nella stessa convenzione è stabilito che contestualmente alla firma di De Laurentiis la Società deve versare circa 2 milioni - il debito pregresso - e almeno la metà del canone. La trattativa - stando a quanto trapela - è sul debito: per il presidente i conteggi del Comune vanno limati, da Palazzo San Giacomo è arrivata qualche apertura sul tema. Soprattutto sugli anni dove la Società ha utilizzato pagando a tariffa lo stadio. Per De Laurentiis sono state conteggiate spese di manutenzione che non toccherebbe alla Società sostenere. «Stiamo lavorando per firmare una convenzione che sia utile per il Comune, per la società ma soprattutto per i tifosi in uno stadio rinnovato. Il Napoli Calcio sta valutando punto per punto il documento, anche perché la Società ha intenzione, se ve ne fosse la possibilità, di portare ulteriori miglioramenti alla struttura sportiva. Oggi potrebbe esserci un altro incontro» racconta Edo De Laurentiis vicepresidente e figlio di don Aurelio. Il Napoli - nella sostanza - sta rispolverando la vecchia idea del museo del club da installare nel San Paolo e non solo: sta verificando se gli spazi maggiori che potrebbero essere concessi dal Comune siano utilizzabili secondo le sue idee. Auricchio è fiducioso: «Firma? C'è tempo fino al 30 ma già venerdì ci potrebbero essere novità. Il presidente sta valutando come utilizzare i nuovi spazi, quanto alla questione dei pagamenti credo che nei prossimi giorni la Società provvederà a farli c'è un impegno preso, non vedo grossi problemi. Il San Paolo è una struttura complessa c'è un tema di gestione importante, c'è bisogno di uno sforzo di tutti e mi sento positivo». Il capo di gabinetto approfondisce la questione degli spazi: «Il tema richiede ragionamenti da approfondire è volontà della Società organizzare uno spazio museale e noi vogliamo accompagnare questo tipo di progettualità. Sui tabelloni non c'è interessa diretto della Società a oggi. Il Comune vuole capire che tipo di onere ci sta per la gestione e questo sarà possibile appena l'Aru finirà il suo mandato cioè a dicembre. Possiamo anche brandizzarli noi». La sensazione è che al netto dei debiti la questione degli spazi sia uno degli scogli da superare. Perché è vero che nella convenzione c'è scritto che si possono ampliare quelli da mettere a disposizione della Società, ma è anche vero che poi l'utilizzo andrebbe conteggiato al di fuori della convenzione. Di qui il sì di Auricchio al Museo e i dubbi su eventuali altre idee che al patron non mancano. Come l'utilizzo del cosiddetto «dirigibile» per ospitare i tifosi vip. O mettere dei box sulla pista di atletica, che il patron non ha mai digerito, per lui andrebbe tolta per avvicinare gli spalti al campo. © RIPRODUZIONE RISERVATA