Cene e migliaia di post, candidati in fuga dal confronto sull'Ue

Sabato 25 Maggio 2019 di Valerio Esca
Pochi manifesti per strada, qualche convention e come contrappeso della bilancia molti caffè e cene elettorali. Sullo sfondo l'utilizzo compulsivo dei social. In questi ultimi sparuti e incostanti sprazzi di campagna elettorale, sottotraccia, i big dei partiti, in cerca di un posto a Strasburgo, si danno battaglia in autostrada. Sin da subito è stato chiaro nei diversi schieramenti che la partita decisiva si giocasse «fuori casa». Per gli eurodeputati campani uscenti, così come per i debuttanti, gli ultimi mesi (in particolare maggio) sono stati un moto perpetuo in cerca di voti fuori confine. Una circoscrizione, quella dell'Italia meridionale, che comprende sei regioni per diciotto seggi.

La campagna elettorale per le Europee si è in sostanza rivelata un flop. Basti guardare anche ai sondaggi, come quello effettuato dal quotidiano economico francese «La Tribune». Secondo il sondaggio, negli elettori italiani, così come per i francesi, britannici, tedeschi e polacchi, l'interesse è stato poco o nullo per una grande maggioranza (65%), con solo il 7% che si è dichiarato molto interessato a questa campagna elettorale. Al netto del dato c'è poi la percezione, che si è avuta anche a Napoli e in Campania, di una campagna elettorale molto silenziosa e al tempo stesso molto social.
 
Tra i candidati più attivi su Facebook sicuramente Andrea Cozzolino del Pd, che, oltre a pubblicizzare gli eventi e gli incontri ai quali ha partecipato, ha pubblicato un post ogni due ore. Lavorando molto con il suo blog. Nicola Caputo, sempre in corsa per i democrat, si è fatto accompagnare in questa campagna elettorale dagli hashtag del countdown, fino al -1, prima dell'election day. Il capofila Franco Roberti è stato il meno social, ma supportato da buona parte del partito, in primis De Luca. Nelle fila di Forza Italia ha «viaggiato» molto su Facebook (ma ovviamente non solo) Aldo Patriciello, con foto testimonianze del suo «tour». Non è stato da meno Aurelio Tommasetti, candidato con la Lega, che ha puntato molto sulla rete. In piazza si è vista invece Giorgia Meloni, che ha radunato i suoi sostenitori in piazza Matteotti, poco meno di una settimana fa.

Tra gli eurodeputati uscenti c'è poi chi, come Fulvio Martusciello, in lizza per la riconferma nelle fila dei forzisti, prova a raccontare attraverso i numeri questa corsa al voto: «In un anno di campagna, con un'intensità maggiore delle ultime settimane, ho consumato e offerto almeno 3mila caffè, percorso 150mila chilometri, oltre ai 5 milioni di fac simile stampati con tutte le combinazioni di donne, per votare Berlusconi». Martusciello sui social ha fatto anche di più, gestendo, grazie anche al suo staff, sei profili diversi, uno per ogni regione. Su una cosa è stato categorico: ha voluto chattare contemporaneamente e personalmente con tutti. Ha preferito una campagna elettorale vecchio stampo, con pochi manifesti e molto porta a porta. Stesso concetto utilizzato da un altro candidato in cerca di riconferma, nel Pd, Massimo Paolucci. «Storicamente non utilizzo manifesti - ammette il democrat - Ciò che ho fatto invece è la media di 15-20 incontri al giorno. L'altra notte ero a Cosenza, poi sono partito alle 5,45 per Lanciano, poi a Pescara, poi a Vasto e infine a Teramo. La mattina dopo in Puglia, quindi mi sono spostato verso la Calabria: Crotone, Catanzaro e Cosenza». È tornato ieri in Campania: prima Avellino, poi Salerno e Napoli dove alle 20 ha chiuso la campagna elettorale con Roberto Speranza e Maurizio De Giovanni, al salotto letterario di fronte alla caserma Pastrengo. Sempre ieri sera per la lista della Sinistra, il presidente del Consiglio comunale di Napoli, Sandro Fucito, con meno mezzi e meno risorse degli eurodeputati uscenti, ha chiuso la sua campagna elettorale all'Ippodromo di Agnano, dove si sono esibiti due artisti emergenti molto apprezzati sul panorama nazionale: Nelson e Livio Cori. © RIPRODUZIONE RISERVATA