Roghi, la rivolta dei sindaci: incendi in aumento del 26%, sorveglianza flop

Lunedì 23 Settembre 2019 di Daniela De Crescenzo
I dati parlano chiaro: a luglio e ad agosto gli incendi tra Napoli e Caserta sono aumentati del 26 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, come dimostrano i dati raccolti dalla banca dati del commissario per la Terra dei Fuochi, Gerlando Iorio. L'ultimo rogo sabato a Scampia. Ma nel corso di questa tormentata estate le fiamme hanno colpito moltissimi angoli della Campania: a Giugliano le devastazioni si sono concentrate soprattutto nelle vicinanze dei campi rom; a Sarno il bosco è stato distrutto da un gruppo di ragazzini; tra Terzigno e Somma Vesuviana i focolai sono stati diffusi. E poi ci sono stati i roghi di Casalduni e di Battipaglia.
 
Un elenco lungo che mette in discussione l'efficacia del piano d'azione firmato a novembre dalla presidenza del consiglio dei ministri e dai ministri dell'Ambiente, dell'Interno, dello Sviluppo economico, della Difesa, della Salute, della Giustizia, dall'autorità politica per la Coesione e dalla Regione Campania.

In programma una serie di azioni che partivano dai rafforzamento dei controlli sul territorio e il precedente ha effettivamente inviato 55 militari in più. Ma evidentemente non sono bastati anche perché è stato necessario incrementare la sorveglianza intorno agli impianti di stoccaggio e di lavorazione dei rifiuti che lo scorso anno sono stati incendiati a catena, di qui la diminuzione dei pattugliamenti che servono anche come deterrente. E gli incendiari si sono riciclati: hanno bruciato meno i siti organizzati e più i rifiuti abbandonati nei campi. «A Napoli la tendenza al rialzo si avvertiva già da qualche mese anche a causa dell'incremento della spazzatura abbandonata in strada», spiega Iorio.

Lo stop del termovalorizzatore di Acerra, ma soprattutto l'impossibilità di smaltire l'umido (i prezzi delle esportazioni sono lievitati e gli impianti del Nord sono saturi) hanno fatto da detonatore alle fiamme.

Eppure i cosiddetti controlli mirati, quelli che hanno nel mirino chi produce rifiuti in maniera illegale e chi li abbandona lungo le strade, stanno dando dei frutti. Nei primi otto mesi del 2019 le attività controllate sono state il 40 per cento in più del 2017, quando il piano non era ancora partito, e i sequestri sono saliti del 60 per cento, arrivando a 370. I veicoli controllati sono stati 3685, nel 2017 erano 1439. Ma si tratta di interventi mirati sui produttori di rifiuti e sulle fabbriche in nero che spesso, quando vengono chiuse, si riciclano aprendo poco lontano.

Prevenire, quindi, non basta: per evitare i roghi bisogna pattugliare le strade. Lo chiedono in tanti. Angelo Ferillo, presidente dell'associazione Terra dei fuochi, invoca lo stato di emergenza. Il sindaco di Giugliano, Antonio Poziello, insorge su Facebook e sempre dai social arriva la risposta di Costa finito nel mirino.

«Io sono figlio di quella terra dice - abita la mia famiglia, il vostro grido di dolore mi sta a cuore. Nessuno è abbandonato. È stata un'estate terribile, lo leggo, lo immagino, lo percepisco. Voi sapete quanto io vorrei che tutto questo terminasse, ma io da solo non ce la posso fare. Ho già incontrato il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese che mi ha dato una disponibilità che prima non avevo. Ho incontrato ancora la Regione Campania e anche loro, come i sindaci, mi hanno dato disponibilità, abbiamo cominciato a lavorare insieme. Ma non è sufficiente. Ho parlato con Confagricoltura e Coldiretti e vedrò anche i comitati. Ma in Terra dei Fuochi c'è un sistema criminale che dobbiamo battere tutti insieme: non servono passerelle». Oggi nella sala riunioni del Consiglio regionale della Campania la terza commissione speciale Terra dei Fuochi, bonifiche ed ecomafie presieduta dal consigliere regionale Gianpiero Zinzi farà il punto sul piano insieme con l'incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi di rifiuti nella regione Campania, Gerlando Iorio; al coordinatore Unità Roghi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Fabrizio Curcio; all'assessore regionale all'Ambiente, Fulvio Bonavitacola; all'Arpa Campania; a Legambiente e all'Associazione Centro Tutele Consumatori e imprese. © RIPRODUZIONE RISERVATA