Napoli, il danno delle parole distanti dei fatti

di Gianni Molinari

L'assessore ai trasporti del Comune di Napoli Mario Calabrese ha già dato prova in questi anni del suo idiosincratico rapporto tra le parole e i fatti. Riqualificazione di via Marina: lavori in sei mesi. Il cantiere è aperto da tre anni. Firmò la delibera di salvataggio dell'Anm. Pochi mesi dopo l'azienda ha portato i libri in tribunale per scongiurare, con il concordato fallimentare, il fallimento vero e proprio. Ha programmato e gestito i lavori di ristrutturazione della funicolare centrale. Chiedete ai napoletani come funziona!

Dall'alto di questi risultati Calabrese ieri ha attaccato duramente il Mattino, in conferenza stampa e con un post sul suo profilo Facebook, reo di aver scoperto il paradosso dei nuovi treni della metropolitana 6, previsti dal contratto tra il Comune e Ansaldo ma non ancora ordinati, perché troppo grandi per essere calati sui binari dall'unico accesso attualmente esistente alla rete ferroviaria, e in assenza di un nuovo deposito ancora da costruire. Questo abbiamo scritto, spiegando ai lettori anche la sua conseguenza: per i prossimi due anni gli unici mezzi disponibili saranno le carrozze acquistate nel lontano 1990. Aggiungendo che manca l'officina per le manutenzioni ordinarie, con il rischio che sulla linea 6 i treni abbiano la stessa sorte patita sulla Linea 1. Con i conseguenti blocchi della circolazione.

Che poi il paradosso di cui parliamo sia attribuibile all'inefficiente programmazione della giunta Iervolino, è circostanza irrilevante per i napoletani privati di un servizio degno di questo nome. Al cui unico interesse le nostre cronache sono volte.

Calabrese indica il dito per nascondere la luna. Il dito è la parola tunnel, indicata nel nostro titolo di lunedì scorso, e riferita al pozzo di accesso alla rete, attualmente largo solo 27 metri. La lettura del titolo e dell'articolo spiegano senza equivoci di che stavamo parlando. Ma Calabrese invoca la confusione, che non c'è, per coprire la confusione dei suoi quattro anni di gestione dei trasporti e della viabilità urbana.

Nella lettera pubblicata ieri sul Mattino, e nella stessa conferenza stampa, Calabrese in realtà conferma tutto quanto da noi scritto. Salvo parlare di fake-news e invocare un danno all'immagine della città. Ma l'unico danno di immagine è quello prodotto da una gestione dei trasporti piena di obiettivi annunciati e mai raggiunti, e di approssimazione, con la quale i napoletani tutti hanno imparato a convivere.
 
Giovedì 11 Gennaio 2018, 15:06 - Ultimo aggiornamento: 11-01-2018 15:53
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5 di 5 commenti presenti
2018-01-12 16:43:24
Chi ha scritto questo articolo evidentemente non ha capito nulla della risposta data da Calabrese ed evidentemente ignora la storia di questa linea di metropolitana. Si continua a parlare del fatto che i nuovi treni non entrerebbero nel pozzo di servizio (termine ben diverso da tunnel). Anche questa è una fake news. I treni misurano 39 metri nella loro lunghezza totale, ovviamente basta dividere le carrozze e la motrice e ognuna di loro può essere calata nel "tunnel" senza problemi. Per quanto riguarda il deposito, se ne parla da quando la linea è stata recuperata. Il governo si è svegliato solo ora e l'amministrazione De Magistris è l'unica che ha lavorato seriamente a questo progetto. Oltretutto i treni nuovi sono stati finanziati insieme al deposito e quindi arriveranno insieme ad esso. Insomma il problema non sussiste. Questa fake news conferma che la qualità del Mattino è scesa inesorabilmente.
2018-01-11 18:41:10
Qualcuno ha mai visto o sentito un amministratore pubblico ammettere di aver sbagliato? Calabrese ha dimostrato quanto vale ed è in buona compagnia visto che non sono solo i trasporti e la viabilità di questa città ad essere uno sconcio.
2018-01-11 18:30:08
Riduciamo all'essenziale: l'assessore Calabrese sapeva ed ha taciuto. È' in malafede. l'assessore Calabrese non sapeva. Peggio mi sento.
2018-01-11 17:23:03
Assessore degno di cotal Giunta !
2018-01-11 19:11:09
Dopo 7 anni la responsabilità dell'evidente sfascio e di tanto pressappochismo è ...della Iervolino! Dobbiamo ridere o piangere?

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