Napoli, i due forni di De Gregorio: «Con Renzi ma resto tesserato Pd»

Sabato 28 Settembre 2019 di Adolfo Pappalardo
E ora, con l'adesione di Umberto De Gregorio, manager deluchiano, anche Italia Viva, il nuovo movimento renziano, entra nell'agone politico delle regionali. Un nuovo tassello di cui non si potrà non tener conto nel risiko politico del centrosinistra. Adesione, non tanto a sorpresa, per un renziano della prima ora come De Gregorio che l'ufficializza ieri pomeriggio durante un convegno a Taurasi con Maria Elena Boschi, l'ex ministro ora capogruppo alla Camera. Senza contare come rimane l'attesa del primo incontro programmatico di Italia Viva a Napoli l'8 ottobre e poi la Leopolda di metà mese dove sarà l'ex premier a chiarire come intende muoversi per i prossimi mesi.
 
Se, quindi, Italia Viva sarà in pista solo per le politiche oppure, accelerando i tempi, già alle regionali. Sono molti i renziani che attendono la tre giorni di Firenze. Per ora saldamente nel Pd per evitare di trovarsi fuori dalle liste democrat nelle elezioni amministrative e regionali, ma in attesa di un segnale per muoversi. E non a caso, le truppe per il golpe, si muovono da settimane. Basta vedere dove, specie in provincia, sono ubicati i comitati e chi li anima: si capirebbe come dietro ci sono molti renziani pronti ad agire come agenti segreti in sonno. Dai sindaci ai consiglieri regionali. Anche un modo per tenere i piedi in entrambi schieramenti. Con il Pd ma con l'adesione a Italia Viva. Come fa De Gregorio d'altronde.

«Io ho la tessera del Pd, sempre mantenendo la mia indipendenza, e non mi risulta che esista una tessera di Italia viva. Io sto - chiarisce De Gregorio ieri pomeriggio a Taurasi - con entrambi, ed anche con Conte ed il suo tentativo di trasformare i 5 stelle in un movimento riformista e progressista. Oggi non è il tempo delle divisioni e delle appartenenze ma è tempo di cultura civica, di movimenti ampi e trasversali che si formano per governare. Senza fare fumo e consapevoli delle difficoltà del cambiamento». Poi aggiunge: «Renzi può piacere o meno. Si può condividere o meno il suo progetto. Ma resta un progetto riformista, non alternativo al Pd ma complementare. Personalmente guardo con interesse all'ampliamento dell'offerta elettorale nell'ambito del centro-sinistra». Nessuno strappo quindi, nessun taglio netto con i democrat ma l'idea, come molti iscritti ai comitati renziani d'altronde, di tenere una sorta di doppia tessera come si usava un tempo per Pci e radicali di Pannella. Ma sino a quando?, si chiedono in molti nel Pd. Anche perché, ma lo vedremo nei prossimi mesi, De Gregorio è sì il numero uno dell'Eav, la partecipata regionale dei trasporti e di stretto verbo deluchiano, ma non ha fatto mai mistero di accarezzare l'idea di essere il prossimo candidato sindaco di Npaoli del centrosinistra. Così come Gennaro Migliore, il parlamentare renziano passato con Italia Viva.

Sul fronte delle regionali, intanto, il governatore non fa un plissè sui movimenti tellurici nel centrosinistra. Scissioni o presunte intese con i grillini, De Luca va avanti per la sua stra. «Per le regionali vale quello che stiamo realizzando. Alleanze? Finiamola, è la solita politica politicante», taglia corto lui. Galvanizzato dai sondaggi e da un centrodestra che non riesce ad aggregarsi ha già chiaro il suo percorso. Anzitutto, e accadrà entro la fine dell'anno, l'uscita dal commissariamento sanitario e giocarsela come carta vincente nella partita del voto. E poi la sicurezza di avere già pronte una decina di liste civiche. Poi si aggiungeranno i centristi di De Mita che mai andrebbero in uno schieramento con la Lega. Per il Nazareno nessun problema: basta l'uscente De Luca ben sapendo che qui è difficile chiudere un intesa con i grillini. Poi nel frattempo, il segretario regionale democrat Leo Annunziata, ancora nel pieno delle polemiche per sua maxi segreteria ha riunito un tavolo di centrosinistra con Socialisti, Verdi, Idv, Repubblicani, Art.1 e Demos. Ma è pura scenografia. Anche per lo stesso governatore uscente che è ormai già immerso nella campagna elettorale. Mentre il Pd di Napoli ha un cenno di vita: nominato Salvatore Barbato, responsabile del tesseramento per il congresso: «Entro la fine di novembre», chiarisce il commissario Michele Meta. © RIPRODUZIONE RISERVATA