«Niente rifiuti qui», Marigliano dice no al sito di stoccaggio e prepara la rivolta

Domenica 18 Agosto 2019 di Daniela De Crescenzo
Rifiuti, la protesta cambia casa e si sposta a Marigliano. A tredici giorni dal blocco totale del termovalorizzatore di Acerra si cercano ancora i necessari siti di stoccaggio nella provincia di Napoli. Ieri Gabriele Gargano, l'amministratore unico della Sapna, la società partecipata della Città Metropolitana a cui tocca proporre le aree, aveva indicato Marigliano (località Boscofangone) e aveva spiegato al Mattino.
 
«Alla Regione avevamo indicato sei possibili località. Una era a Marigliano, le altre ad Acerra e Giugliano. Avevamo deciso di puntare su queste ultime perché sono più vicine agli impianti. Adesso, viste le indicazioni della Regione che esclude i due Comuni dall'elenco di quelli utilizzabili, torneremo a valutare il sito di Marigliano. Inoltre sono stati messi a disposizione spazi presso lo stir di Casalduni e vorremmo utilizzarli visto che noi per un anno abbiamo preso la spazzatura del Beneventano. Se saranno necessarie altre piazzole bisognerà prenderle in affitto visto che non ce ne sono altre nella nostra disponibilità». La frazione secca che non potrà essere bruciata ad Acerra dovrebbe essere portata nel sito di compostaggio da poco liberato dalle balle.

Ma, da quando si è diffusa la notizia del possibile arrivo dei rifiuti, anche a Marigliano si respira aria di rivolta. Il sindaco Antonio Carpino, rispondendo a un post su Facebook, ha annunciato di aver convocato d'urgenza per domani i capigruppo e ha spiegato di essere assolutamente contrario ad ospitare un sito di stoccaggio. E poi spiega: «Finalmente il sito di Boscofangone è stato liberato da parte delle balle, non permetteremo a nessuno di portare lì nuovi rifiuti. Già domani chiederò all'Arpac i risultati delle analisi sul suolo. Sono pronto - annuncia - a denunciare chiunque pensi di portare sul nostro territorio i rifiuti che non possono essere smaltiti ad Acerra. Abbiamo già un sito di trasferenza e abbiamo dato la disponibilità per il compostaggio. È inammissibile lo scaricabarile a cui stiamo assistendo in queste ore». Contemporaneamente Ermanno Russo, vicepresidente del Consiglio regionale, ha diffuso un comunicato stampa in cui sottolinea: «Si leggono in queste ore notizie di stampa che vedrebbero Marigliano nuovamente al centro di una scelta, scellerata, in materia di rifiuti, con l'individuazione di un sito di stoccaggio su quel territorio. Sarebbe una opzione sbagliata, quell'area ha già dato». Poi Russo si rivolge agli amministratori: «L'ex Provincia e la Regione - avverte - facciano uno sforzo di memoria per ricordare che il territorio mariglianese è stato al centro di un inquinamento costante e pernicioso negli ultimi trent'anni. Quelle zone, quelle popolazioni, non possono pagare i ritardi nella programmazione di enti incapaci. Si sapeva da tempo dello stop del termovalorizzatore per manutenzione, chi non ha trovato un'alternativa e ieri si è, per giunta, schierato contro un nuovo termovalorizzatore nella città di Napoli oggi abbia il coraggio di affrontare con onestà intellettuale la crisi che si prospetta da qui a due settimane».

Dal canto suo il deputato di Forza Italia, Paolo Russo, già presidente della commissione ecomafie, sostiene: «La localizzazione in un'area non adeguatamente attrezzata e priva di autorizzazione per la gestione dei rifiuti tal quale è tecnicamente sbagliata. Ed è anche politicamente errata perché è una decisione di risulta che arriva dopo i veti e le protesta di Giugliano ed Acerra. Questo è l'effetto flipper che conosce bene chi ha visto le precedenti emergenze. Per risolvere i problemi bisogna, invece, fare un buon piano su scala regionale che distribuisce i pesi sui microambiti che poi devono gestirli. A questo dovrebbero servire gli Ato. Del resto la scelta di spedire la spazzatura a Marigliano non mi meraviglia: ogni volta che a Santa Lucia e in Comune ci sono giunte di sinistra arrivano le balle». La strategia anti crisi in vista dello stop dell'inceneritore resta dunque in alto mare. E i tempi sono strettissimi: lunedì 26 agosto, a poche ore dalla chiusura di Acerra, si terrà una conferenza di servizi per la definizione dei siti temporanei di stoccaggio. Ultimo aggiornamento: 12:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA