Nola, dimissioni di massa: nella città di Manfredi sfiduciato il sindaco Minieri

Sabato 29 Gennaio 2022 di Carmen Fusco
Nola, dimissioni di massa: nella città di Manfredi sfiduciato il sindaco Minieri

Due Gaetano, entrambi di Nola. Il primo, di cognome Manfredi, siede sulla poltrona del primo cittadino di Napoli, la terza città più importante d'Italia. Il secondo, Minieri, da giovedì sera non è più sindaco di Nola, tra le più importanti e storiche città della Campania. Tredici consiglieri comunali hanno gettato la spugna dimettendosi in massa e decretando la fine dell'esperienza politico-amministrativa del sindaco.

Oltre al nome e alle comuni origini, Gaetano Manfredi, che nel suo palmares annovera la guida del ministero dell'Università, il rettorato alla Federico II e la presidenza della conferenza dei rettori delle università italiane, e Gaetano Minieri, imprenditore del wedding con una lussuosa villa per ricevimenti ai piedi della collina di Castel Cicala, luogo di nascita di Giordano Bruno, hanno in comune la professione: sono entrambi ingegneri. Si conoscono praticamente da una vita anche se poi si sono ritrovati quando le strade della politica si sono incrociate grazie a un altro Manfredi: Massimiliano, consigliere regionale del Pd e fratello del sindaco di Napoli, è tra quelli nel maggio del 2019 ha strenuamente sostenuto la candidatura di Minieri, ammainando la bandiera dei democrat per sostenere con cartelli civici il progetto di cambiamento che poi si è infranto contro il muro di una inarrestabile crisi amministrativa.

Cosa succederà adesso? Come si posizioneranno sullo scacchiere della politica cittadina gli ex alleati di una coalizione arrivata a pezzi a poco più di mezzo mandato? Troppo presto per dirlo, anche se il voto per il rinnovo del consiglio comunale e per la scelta del sindaco non sembra poi così lontano. La prossima tornata elettorale, in primavera, potrebbe già dare a Nola un nuovo sindaco.

Intanto fino a quel giorno ci sarà un commissario prefettizio: il prefetto di Napoli Claudio Palomba lo ha nominato ieri pomeriggio a meno di 24 ore dalle dimissioni dei 13 consiglieri sui 24 che sedevano nell'aula consiliare del palazzo di città di Piazza Duomo. Il commissario è Enrico Gullotti, viceprefetto vicario. D'altra parte per i nolani la presenza di un reggente non è una novità. Anche prima che si insediasse l'amministrazione guidata da Gaetano Minieri era successo più o meno lo stesso. L'ex sindaco Geremia Biancardi, arrivato quasi alla fine del suo secondo mandato, fu mollato da alcuni pezzi della sua maggioranza, alcuni dei quali hanno abbracciato il progetto di Minieri. La storia che si ripete, insomma.

 

Intanto una città che racconta di antichi fasti e costretta ad un declino che, complice anche il Covid, appare inarrestabile. Chi sarà il prossimo sindaco a doversene occupare? Il toto nomi non è ancora cominciato però Gaetano Minieri ha già dato forfait: «La mia esperienza politica finisce qui. Stop. Chi mi ha chiesto di mettermi alla guida di un progetto di cambiamento ha fatto solo finta di volerlo ed un sindaco da solo non può cambiare il volto della città». Amaro il commento del commiato: «È stato scelto il momento più inopportuno per mettere in atto un'azione scellerata di questo tipo. Stavamo mettendo in cantiere quanto avevamo programmato ed è per questo che ho la coscienza serena. In poco tempo abbiamo messo a posto i conti, stavamo cominciando ad incassare i tributi ed abbiamo accertato il reale debito del comune di Nola. Chi per tanti anni ha beneficiato della politica in questo momento starà festeggiando perché così può ritornare al passato». 

Ultimo aggiornamento: 14:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA