Ordine avvocati di Nola, il Tar spodesta Sesto: la guerra dei due presidenti continua

Sabato 14 Settembre 2019 di Antonio Russo
NOLA - Continua a colpi di carta bollata la guerra a Nola in seno all'ordine degli avvocati: il Tar l'altro giorno ha deciso di sospendere in via cautelare l'efficacia di alcuni degli atti deliberati in un'infuocata seduta di fine luglio, in cui era stato sfiduciato il presidente Domenico Visone. Il merito della vicenda (per l'emissione di una sentenza definitiva) sarà discusso a gennaio prossimo. Il Tar tuttavia al tempo stesso ha anche deciso, sempre in via cautelare, che il meccanismo con il quale è stato sfiduciato Visone, è un sistema non irregolare, e quindi teoricamente riproponibile.
 
L'inizio della vicenda durante una seduta di mezza estate del consiglio forense, rivelatasi subito incandescente: si votava infatti proprio la sfiducia verso il presidente in carica. La seduta si concluse a tarda notte con il voto della maggioranza dei consiglieri, i quali sfiduciarono il presidente, eleggendo poi un nuovo capo della categoria: Ciro Sesto. Non si fece attendere la reazione di Visone: quest'ultimo infatti depositò subito un ricorso al Tar chiedendo l'annullamento della delibera. L'altro giorno quindi l'udienza del Tar di Napoli, che, accogliendo la tesi di Visone, ha stabilito che tutte le decisioni adottate dopo che la seduta era stata sciolta, ed il verbale chiuso, non sono valide. Naturalmente i resistenti ritenevano invece che il verbale non fosse stato effettivamente chiuso, e la delibera fosse valida. Morale: Domenico Visone oggi, continua ad essere il presidente dell'ordine degli avvocati di Nola.

Ad emettere il verdetto la prima sezione del tribunale amministrativo partenopeo, presidente Salvatore Veneziano, giudici a latere Maurizio Santise e Domenico De Falco. Tuttavia almeno una cosa è certa: il gruppo originario intorno al quale si era formata la maggioranza che poi aveva portato alla presidenza Visone, ormai si è sfaldato. I consiglieri che hanno sfiduciato il presidente sono 13: una nuova maggioranza. La cosa più probabile infatti (visto che il Tar per ora lo consente) è che la nuova maggioranza formata sul campo proponga una nuova seduta per la surroga del presidente. A complicare ulteriormente la situazione potrebbe contribuire proprio l'elezione del nuovo presidente. La precedente votazione infatti aveva designato come nuovo rappresentante della categoria Ciro Sesto, la cui elezione però è stata appena cancellata dal Tar. Nell'ipotesi in cui il nuovo eletto non dovesse essere Sesto il quadro diventerebbe ancora più intricato. In realtà la sentenza definitiva del Tar non è ancora arrivata: l'udienza di merito è stata fissata per il 15 gennaio poichè per il momento il Tar ha solo esaminato la parte cautelare ed urgente. Quindi una pronuncia che sancisse la validità della delibera appena annullata potrebbe (almeno in teoria) riportare in sella proprio Ciro Sesto, il che farebbe nascere in quel caso un intrico istituzionale poco gestibile. Al monento Visone incassa e si rallegra: «Attendo - scrive - con serenità l'esito del giudizio di merito del Tar e ribadisco, per il rispetto dovuto alle superiori determinazioni giudiziarie, il mio invito alla prudenza ed alla necessità di perseguire gli interessi della classe forense nolana, al cui servizio ho sempre posto e pongo le mie energie nel segno dello spirito di abnegazione che ha contraddistinto questa presidenza».  © RIPRODUZIONE RISERVATA