Palazzo Fuga, è sfida di idee: in campo anche quattro candidati a sindaco di Napoli

Mercoledì 30 Giugno 2021 di Maria Pirro
Palazzo Fuga, è sfida di idee: in campo anche quattro candidati a sindaco di Napoli

È sfida a colpi di idee su palazzo Fuga. Alla consultazione pubblica, online e aperta a tutti, per raccogliere proposte sulla destinazione di un luogo simbolo di Napoli partecipano i candidati a sindaco Catello Maresca, Antonio Bassolino, Gaetano Manfredi. E Alessandra Clemente, che è assessore nella giunta comunale. Con tanti altri rappresentanti delle istituzioni, della società civile, delle associazioni culturali, sociali, femminili. Con operatori artistici, intellettuali, docenti universitari, semplici cittadini.

Sono 127 gli “iscritti a parlare” all'iniziativa voluta dai ministri Mara Carfagna e Dario Franceschini, tant'è che il webinar è stato anticipato alle 15 invece che alle 17, domani primo luglio, in modo di consentire a tutti di esprimere, sia pure in pochi minuti, la propria proposta. Dibattito in diretta anche sul Mattino.it. «Mi ha sorpreso - dice Carfagna - una così grande e qualificata partecipazione e la giudico un ottimo segnale, oltre che la conferma di una mia convinzione profonda: Napoli, così come tutto il Sud Italia, è tutt’altro che rassegnata a un destino di declino». In questo caso l'obiettivo è aprire finalmente alla città un'opera colossale. 

L'ex Albergo dei Poveri, tra i più grandi edifici d'Europa, progettato nel 1751 e, proprio per questo, per i costi esagerati, lasciata incompiuto. E, dopo i crolli e la tragedia del terremoto, nel corso degli ultimi anni, al centro di lavori parziali e piani di sviluppo mai definitivi. Ma i fondi questa volta ci sono: 100 milioni da spendere in cinque anni. «C’è un altissimo desiderio di partecipazione alla rinascita finanziata dal Recovery Plan e gli altri strumenti europei. La politica ha il dovere di raccoglierlo e dargli un seguito», insiste il ministro per il Sud e la coesione territoriale.  

Invitato il sindaco Luigi de Magistris con il vicesindaco Carmine Piscopo, che sottolinea: «L'iniziativa pone al centro dell'attenzione un monumento straordinario. L'amministrazione ha già realizzato alcuni importanti interventi per portare avanti un significativo progetto di recupero e rigenerazione». In particolare, immagina di realizzare un centro polivalente con attività culturali, espositive, museali, sociali e di formazione. C'è lo spazio per tutto: solo la facciata è lunga 350 metri. Si percorrono 9 chilometri per attraversare i corridoi, si contano 430 stanze su quattro livelli per 103mila metri quadrati. Queste le dimensioni del palazzo affidato dai Borbone all'architetto fiorentino Ferdinando Fuga e, negli ultimi anni, al centro di lavori di restauro e consolidamento, suddivisi per lotti, avviati dal Comune.Ma è fondamentale proseguire il restyling e rendere accessibile i locali già ristrutturati.

Il presidente della III Municipalità, Ivo Poggiani, che è nell'elenco dei 127 registrati sul sito del dicastero, avvisa: «Al momento l'edifico è vuoto, ma 5mila metri quadrati potrebbero essere utilizzati domani mattina». Alla sua voce si aggiungono quelle di almeno quattro consiglieri di Palazzo San Giacomo, professori universitari come Francesco Borgia e Rodolfo de Dominicis, entrambi della Federico II, rappresentanti delle onlus radicate sul territorio, come Giuseppe Marmo (Kodokan Sport Napoli) e Maria Rosaria Formisano (Napoli in sinergia). E i leader dei sindacati. Con Nicola Ricci, segretario della Cgil Napoli pronto a farsi avanti.

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Ma è anche possibile inviare la propria proposta per iscritto dopo la riflessione e non oltre mercoledì 7 luglio (al seguente link tutte le indicazioni). Al termine della consultazione è previsto che i documenti siano esaminati e raggruppati per tema affinché diventino un «elemento di riferimento per le scelte progettuali legate alla riqualificazione» da inserire nel Capitolo Sud del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Ma, prima di selezionare le singole idee, occorre ragionare su quel che serve alla città in modo da avere una visione complessiva. Si tratta di un investimento enorme, da non sprecare», ragiona Poggiani. «Fondi che comunque non bastano a completare l'opera», sostiene Sergio D'Angelo, l'unico candidato a sindaco che non si è iscritto online. «Ho già avuto modo di esprimermi su Palazzo Fuga, non mi è sembrato utile farlo anche in questo forum che ha promosso la Carfagna», chiarisce. E aggiunge: «C'è una legge regionale che vincola la destinazione d'uso a fini sociali, bisogna tenerne conto. Fosse per me, sposterei lì anche il Tesoro di San Gennaro per consentire di mostrare tutti i pezzi della collezione». Un'ipotesi, avanzata da storici dell'architettura e saggisti, è quella di trasferire la Biblioteca nazionale di Napoli da Palazzo Reale. Per altri tecnici ed esperti, si potrebbero valorizzare i tanti reperti nei depositi dei musei.

Non solo. Una cittadella dei giovani è prevista nella parte centrale con locali attrezzati da destinare al coworking, ma anche allo studio. Si punta a coinvolgere Università e Accademia delle Belle Arti e a sostenere qui l'occupazione femminile, con centri di assistenza sociale e asili nido. Di certo, l'«operazione Palazzo Fuga» è decisiva per rilanciare piazza Carlo III, da troppo tempo assediata dal degrado, e l'intera area che ha anche altri poli straordinari, di attrazione, come l'Orto botanico.

Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 17:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA