Patto Pd-DeMa, Mastella sicuro:
«Sarà un mostro politico»

Mercoledì 14 Agosto 2019
Valentino Di Giacomo
«Bene ha fatto Berlusconi ad annunciare di non voler creare un unico partito con la Lega di Salvini. Sarebbe stato un errore perché così avrebbe messo fine ad un'esperienza storica e umana condannandosi all'irrilevanza». Clemente Mastella, sindaco di Benevento, osserva quasi con disincanto tutti i sommovimenti politici che si stanno sviluppando in queste ore tanto a livello nazionale che in Campania.
Secondo la sua esperienza come andrà a finire tra Forza Italia e Lega? Si arriverà ad un accordo?
«Guardi, tutti parlano della mia esperienza, ma ora l'esperienza non conta più assolutamente nulla. Può succedere di tutto perché ormai tutti i personaggi politici si muovono come su un palcoscenico, quasi in maniera pirandelliana, senza neppure seguire un canovaccio e volendo recitare tutte le parti in commedia».
A chi si riferisce?
«A chiunque: ma lei poteva mai immaginarsi Beppe Grillo chiamare a raccolta tutto e tutti pur di andare contro Salvini? Oppure Renzi che dopo aver attaccato per anni M5S ora si fa stratega di un'intesa con i grillini? Ormai è impossibile fare previsioni perché è scomparsa ogni logica, siamo di fronte a tanti inediti che non possono essere analizzati secondo logiche del passato».
Mastella, anche lei in passato ha governato tanto con Prodi quanto con Berlusconi. Critica le inedite alleanze di oggi?
«Si, ma noi eravamo un'altra cosa: avevamo vizi, vezzi e sicuramente qualche difetto. Noi però rispettavamo gli avversari, basti pensare che sono stato il primo ad invitare un leghista alle feste che organizzavo a Telese quando però era la Lega Nord di Bossi. Questi invece un giorno si ammazzano brutalmente e quello dopo si abbracciano. Non voglio dire che eravamo meglio, ma agivamo secondo un minimo di rigore logico che ora non c'è più. Oggi mi viene persino riconosciuto il merito dagli avversari che io mi dimisi ai tempi del governo Prodi mentre Salvini non lo ha fatto. Chissà, magari sulla mia tomba avrò tante medaglie al valore anche se mi piacerebbe averne di più in vita».
Qualche mese fa si è proposto per candidarsi alla guida della Regione. Ora è una medaglia che sente di appuntarsi in petto?
«Avevo chiesto a Forza Italia di fare le primarie per scegliere il candidato per Palazzo Santa Lucia, ma ora si è persa ogni razionalità. Siamo di fronte a tali sconvolgimenti politici dove tutti possono andare con tutti che diventa impossibile stabilire un orizzonte. Ma ho la sensazione di non essere molto amato né dalla Lega e forse neppure da una parte di Forza Italia. Di sicuro Fi ora non può campare di rendita, tanto più se non farà un listone con la Lega: sarà obbligatorio presentare tutti candidati che hanno davvero i voti e non vivere sulle rendite di posizione».
E quindi lei ci sarà?
«Ma bisogna prima capire come si risolveranno questi scossoni e poi sarà il caso di creare delle piattaforme programmatiche. Lo dico sin da ora: io comunque farò in ogni caso campagna elettorale incentrandomi sui temi del Sud. Poi chi vorrà accettare i miei consigli sarà il benvenuto».
Metterebbe il suo contributo a disposizione anche di un leghista per la guida della Regione?
«Credo innanzitutto che il profilo del candidato governatore debba essere una figura vincente, ma non si può prescindere prima dal programma e poi dal nome. Ovviamente non potrà essere un candidato che intenda piegare le proprie ambizioni per mostrare accondiscendenza verso il Nord. Questa è anche la ragione per cui la Lega, a mio avviso, in realtà non vuole governare in Campania perché a livello mediatico potrebbe pagarlo al Nord. Basta vedere il tema dell'Autonomia differenziata su cui deve dare conto anche al Sud».
De Luca ha fatto bene ad accettare la sfida?
«Benissimo, ma avrebbe avuto più forza se nella sua battaglia avesse coinvolto tutti i sindaci e gli amministratori locali per dare una risposta complessiva. Invece ha voluto intestarsi la battaglia da solo e divisi si perde sempre».
Anche de Magistris? Ha visto che si sta sviluppando un dialogo anche tra il sindaco di Napoli e il Pd?
«Se c'è stato l'inciucio, che alla fine di inciucio si è trattato, tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, mentre ora si vedono le manovre per mettere insieme Pd e M5S, non vedo perché non possano unirsi il sindaco e il Pd. Ormai la politica genera mostri, crea rapporti incestuosi. Non ci si può meravigliare più di nulla».
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