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Pd Campania, un delegato di Letta vigilerà sull'assemblea regionale

Martedì 29 Marzo 2022 di Adolfo Pappalardo
Pd Campania, un delegato di Letta vigilerà sull'assemblea regionale

Inutile girarci attorno: non c'è ancora accordo sul nuovo segretario regionale del Pd mentre si addensano cavilli e codicilli vari sullo svolgimento dell'assemblea. Quella che dovrebbe ratificare le dimissioni di Leo Annunziata (che potrebbe sempre ritirarle, dando però un assist fantastico al Nazareno per spedire un commissario) ed eleggere il suo successore. Una sorta di traghettatore sino alle prossime politiche che il gruppo deluchiano ha individuato nell'ex parlamentare Stefano Graziano, gradito comunque a Letta. Ma a ieri, nonostante giorni di trattative e conciliaboli vari, il Pd regionale risulta spaccato praticamente a metà. Con Graziano che conterebbe su una maggioranza risicata e non certo quella ampia che chiede il segretario nazionale Enrico Letta. Non a caso non c'è traccia della data dell'assemblea e, visti i cupi scenari, i vertici nazionali del partito hanno deciso di spedire a Napoli, quando si riuniranno i delegati, un osservatore per verificare che tutte le procedure si svolgano regolarmente. 

A tal proposito è di ieri una missiva firmata da 6 delegati e indirizzata al presidente regionale Nicola Landolfi e Silvia Velo, al vertice della commissione di garanzia nazionale. I firmatari, vicini al parlamentare Umberto del Basso de Caro e al presidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero (contrari non a caso, all'ipotesi di Graziano) chiedono di «non procedere autonomamente, in assenza di un deliberato dell'Assemblea regionale, a formalizzare surroghe che sarebbero insanabilmente nulle e che avrebbero come unico effetto quello di inasprire inutilmente il clima politico e rendere inattuabili le decisioni che l'assemblea regionale ha il dovere di assumere». Uscendo fuori dal burocratese si contestano le surroghe di alcuni delegati, nel frattempo decaduti, perché passati con altri partiti o comunque fuori dal pd. Una sorta di sudoku democrat che sta snervando chi sta costruendo la candidatura di Graziano: scorrere le liste delle mozioni congressuali e far subentrare i sostituti. Mera operazione burocratica per i deluchiani che vi stanno procedendo; da votare nell'assise dei 225 delegati con una convocazione ad hoc secondo i firmatari.

Con l'obiettivo, in quest'ultimo caso, di verificare se ci sarà il numero legale minimo (113 su 225 delegati) per far partire i lavori. Per ora non se ne parla della convocazione se la data dell'assemblea da un blitz veloce che doveva essere la settimana scorsa, si è trasformata in una via crucis infinita. 

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Posticipata perché non ci sarebbe su Graziano quell'ampia maggioranza che chiede il segretario nazionale Enrico Letta. Anzi, appena una risicata maggioranza, se non ci saranno nuovi accordi. Solo allora, con numeri più alti per Graziano, il presidente, il deluchiano Landolfi, convocherà l'assise in accordo con il Nazareno. E non in remoto ma in presenza come chiede Roma che, comunque, per evitare accuse ex post di anomalie, invierà un proprio uomo per verificare l'andamento dei lavori.

E i numeri? Il partito sembra per ora spaccato a metà e nessuno potrebbe scommettere di eleggere un segretario. Né il gruppo deluchiano con Graziano, né quello più variegato degli antideluchiani (tra area Franceschini, Orlando e gruppi vari) che per ora non esprimerà alcun nome alternativo. Con i primi che possono contare sui delegati salernitani (appena una quarantina) e la metà di quelli irpini e casertani (dove nel frattempo si addensano veleni per l'anagrafe degli iscritti); dall'altra parte il gruppo del Sannio riferibile a del Basso de Caro e i 13 delegati di Terra di Lavoro fedeli ad Oliviero. Con Napoli, la provincia che esprime un centinaio di delegati, che rimane un'incognita per tutti. Su 108, 40 sono per Graziano, 50 contrari mentre 18 non sarebbero intenzionati nemmeno a presentarsi in assemblea per garantire il numero legale. 

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