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Pd Campania, Boccia da Manfredi: i dem blindano il sindaco

Venerdì 1 Luglio 2022 di Luigi Roano
Pd Campania, Boccia da Manfredi: i dem blindano il sindaco

L'incontro è fissato intorno alle 9 a Palazzo San Giacomo, a quell'ora Francesco Boccia - parlamentare del Pd responsabile per gli enti locali e commissario del partito regionale - è atteso dal sindaco Gaetano Manfredi. È una delle prime uscite di Boccia da commissario e l'incontro con l'ex rettore è molto significativo. Soprattutto alla luce della geografia politica della maggioranza che è cambiata con la scissione del M5S e l'ingresso del gruppo che fa capo al ministro Luigi Di Maio Insieme per il Futuro. Un tema caldo pure nella Regione guidata dal Presidente Vincenzo De Luca: dovessero entrare in maggioranza e anche in giunta i dimaiani il riflesso su Palazzo San Giacomo non mancherebbe e il rimpasto si avvicinerebbe. L'agenda di Boccia è fitta, il primo step è con il sindaco, poi l'altro punto certo è una conferenza stampa nella sede del Pd alle 12,30. È in agenda anche l'incontro con il governatore, ma qui la nebbia si fa più fitta perché luogo e ora - atteso che il venerdì mattina come di consuetudine De Luca è a Salerno - sono più difficili da individuare. In questa cornice tra i primi appuntamenti c'è anche quello con il segretario metropolitano Marco Sarracino, perché oggi Napoli è al centro dei pensieri del partito. È stata la prima grande città a sperimentare con successo il campo largo fortemente voluto da Boccia e da Sarracino anche quando sembrava ai minimi termini la speranza di coinvolgere Manfredi nell'avventura al Comune. Napoli, dunque, punto di partenza per il Pd in vista delle politiche di primavera, la città deve essere ancora laboratorio politico del centrosinistra. Boccia sta qui per blindare il sindaco come esempio di buona pratica politica e per iniziare a parlare di futuro e non solo di persone. Perché la parola d'ordine del partito è: unità, unità e ancora unità al di là delle vicende personali, bisogna andare oltre qualsiasi conflitto. L'obiettivo - questo trapela - è battere la destra alle politiche non le beghe interne. E a Napoli e nell'area metropolitana il campo largo ha portato a vincere tre elezioni amministrative consecutive ai dem. 

L'incontro con l'ex rettore arriva dopo l'approvazione del bilancio previsionale, un risultato importante che arriva perché il lavoro del Pd e del M5S per convincere Manfredi a scendere in campo è stato quello di creare il Patto per Napoli che ha portato poi nelle casse del Comune entrate certe per 1,25 miliardi. Patto che è diventato il cemento dell'alleanza politica. In questa chiave va letta la prima discesa napoletana di Boccia. Capire le intenzioni dei dimaiani e far sentire a Manfredi la vicinanza del primo partito della coalizione, non ci saranno cedimenti da questo punto di vista. La prospettiva di Boccia e di Manfredi è rafforzare e allargare - laddove possibile - il perimetro del campo largo. Una priorità per il segretario nazionale Enrico Letta. La strategia del partito è questa e per metterla in pratica è necessario andare oltre i quadri di partito e le correnti. I sindaci sono la chiave giusta - per i dem - per superare le beghe interne e i personalismi e figurarsi se in questo discorso il primo cittadino della terza città d'Italia non ha un ruolo da protagonista. Scenario ora concretizzabile alla luce dei successi elettorali - non solo napoletani - ma a livello nazionale dei candidati dem e di quelli in cui il Pd ha partecipato alla loro elezione nel campo largo. 

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Serve molto lavoro perché le elezioni politiche non sono poi così lontane e allora ecco che il modello Napoli va coltivato e coccolato. Il calendario di incontri di Boccia va ben oltre la giornata di oggi. Sono previsti a stretto giro incontri con deputati, consiglieri regionali, segretari di federazioni e dei circoli per responsabilizzare l'intero partito. Ed è chiaro che un progetto di così ampio respiro è imprescindibile da De Luca con il quale più che fare i conti bisognerà dialogare e trovare punti di incontro. Perché a oggi la sensazione netta è che c'è De Luca e la sua gente da un lato e il Pd dall'altro come se non fossero la stessa cosa. Su questo - specialmente in vista delle politiche - Boccia dovrà lavorare molto per trovare la quadratura del cerchio. Che passa inevitabilmente per la scelta dei candidati da mettere in campo alle politiche dove i posti sono dimezzati e chissà, in prospettiva, anche per un ammorbidimento sulla posizione del governatore che punta a fare il terzo mandato. 

Ultimo aggiornamento: 17:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA