Pd campano, Tartaglione a De Luca:
«Ora un patto di fine legislatura»

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di Oscar De Simone

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«Il reggente nazionale ha momentaneamente sospeso ogni percorso congressuale, determinato dalle dimissioni rassegnate in questi giorni o da scadenze naturali, per garantire un presidio che consenta al meglio lo svolgimento del processo avviato dalle assemblee territoriali. In questa fase, dunque, accompagnerò questo percorso fino al congresso, che spero possa celebrarsi al più presto per dare una nuova guida al Partito democratico della Campania». Lo ha detto il segretario regionale del Pd campano Assunta Tartaglione, nella sua relazione alla direzione del Pd regionale in corso di svolgimento a Napoli, a porte chiuse. Poco fa è arrivato anche il presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca, mentre suo figlio Piero è stato tra i primi ad arrivare nella sala dell'Hotel Oriente. Tartaglione, che aveva annunciato le sue dimissioni nel corso della riunione della segreteria regionale post 4 marzo, ha aggiunto: «È un momento delicato - ha detto - dobbiamo ricostruire insieme, creare percorsi unitari. Nessuno può né deve sentirsi escluso. Mi confronterò nelle prossime ore e proporrò, nella prossima riunione di segreteria, un adeguamento dell'organismo nel rispetto del pluralismo. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti per affrontare e risolvere i problemi, per sentirci una comunità forte e unita e per rilanciare l'azione del partito sul territorio».
 


Tartaglione nella sua relazione alla direzione regionale ha lanciato un appello a Vincenzo de Luca, che è entrato nella sala da un ingresso secondario, dribblando i cronisti. «Serriamo le fila - ha detto Tartaglione - confrontiamoci e facciamo un 'patto di fine legislatura', individuando alcuni obiettivi per la Campania che nei prossimi due anni devono essere raggiunti. Se c'è qualcosa da correggere facciamolo insieme e con lo sforzo massimo da parte di tutti lavoriamo pancia a terra». Tartaglione ammettendo «la disfatta elettorale del Pd» in Campania ha fatto riferimento anche alla rissa sfiorata dell'assemblea di Ercolano della settimana scorsa, dove è dovuta intervenire la polizia. «Abbiamo offerto uno spettacolo deprimente - ha detto - e non per i toni accesi e le urla, che in altri tempi sarebbero stati generati dalla passione e dall'attaccamento al partito, ma perché si stava litigando sui posizionamenti interni, invece di confrontarsi e anche scontrarsi sul modo in cui pensiamo di risolvere i problemi della gente. Quanto accaduto a Ercolano è ingiustificabile ed è il frutto avvelenato di una guerra che si protrae da mesi nel partito cittadino e metropolitano. Un partito che a Napoli più litiga e più scompare dalla vita quotidiana della gente. Ora siamo al punto in cui bisogna scegliere se continuare a giocare una partita mentre il pubblico è andato via da tempo o lasciare ognuno le proprie carte e cambiare gioco. Diciamocelo con chiarezza: se si continua a cercare una resa dei conti, il Partito democratico a Napoli è destinato a sparire».

«Spero che si possa analizzare con serenità il voto espresso dai cittadini, senza tutte quelle divisioni che non servono a nessuno» ha invece detto riguardo al voto dello scorso 4 marzo la presidente del consiglio regionale della Campania Rosa D’Amelio, prima dell’inizio della riunione dei membri della direzione regionale del Partito Democratico campani. «Bisogna tornare in sintonia con i cittadini che ci hanno dato la loro fiducia e quindi spero che si possa parlare in maniera serena. Siamo sempre il secondo partito e quindi credo che sia utile ripartire proprio da questo punto per ricompattarci in maniera utile al paese».
 
Martedì 20 Marzo 2018, 18:56 - Ultimo aggiornamento: 21 Marzo, 08:37
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1 di 1 commenti presenti
2018-03-21 20:00:09
Un solo patto dovete fare sparite

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