Pd Napoli, rinviata a martedì ​l'apertura dei plichi coi risultati

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Dopo la battaglia si cerca la pace nel Pd di Napoli, che tenta di uscire dall'ennesima bufera del congresso provinciale. Un congresso prima varato, poi sospeso e infine celebrato monco, visto che molti circoli sono rimasti chiusi. Chiusi come i plichi che contengono i risultati della sfida tra Massimo Costa, Tommaso Ederoclite e Niocola Oddati che domenica si è svolta in circa 100 circoli: le buste sono nella sede del Pd di Napoli in via Toeldo, ma sono sigillate. Oggi dovevano essere aperte in una riunione convocata alle 18, che è stata poi rinviata a causa, ufficialmente, del protrarsi della direzione nazionale del Pd a Roma a cui ha partecipato anche Alberto Losacco, il garante del congresso. La conta dei voti dovrebbe svolgersi domani alle 18, ma su questo non c'è alcuna certezza. Contare i voti significherebbe legittimare il voto e rompere il tentativo di mediazione in corso tra gli «ex Margherita», che sostengono Massimo Costa, e gli «ex Ds» che sostengono Nicola Oddati con l'appoggio anche del governatore Vincenzo De Luca. La trattativa oggi è stata varata a Roma, dove a margine della direzione si è svolta anche una riunione tra i riferimenti nazionali delle varie correnti. La spaccatura di Napoli, infatti, stavolta ha coinvolto in pieno la segreteria di Matteo Renzi, visto che il vicesegretario Maurizio Martina aveva dato lo stop al congresso di Napoli, smentito poche ore dopo da Andrea Rossi, responsabile organizzazione del Pd, che ha dato il via libera al voto. La trattativa prende però diverse strade: una parte degli ex Margherita vuole che si certifichi il risultato del congresso, proclamando Massimo Costa segretario per poi concedere spazi anche alla mozione Oddati. Ma nel pomeriggio si è fatta strada anche l'ipotesi di superare il voto di ieri e arrivare a un accordo su un commissario, o come amano chiamarlo nei corridoio dem, 'facilitatorè che porti l'unità verso l'appuntamento delle elezioni politiche. Una figura super partes, riferiscono alcuni sostenitori di Oddati, che porterebbe il Pd fino al congresso regionale della prossima primavera, in cui si sceglierebbe anche il nuovo segretario provinciale.

L'ipotesi commissario, si vocifera tra i ben informati, sarebbe quella preferita da Vincenzo De Luca. La ricerca della 'pax romanà è spasmodica per evitare il rischio di uno scontro ancora più aspro, come già prefigurato da Oddati che oggi era al Nazareno per incontrare i suoi rifermenti romani ma ha già pronto il detonatore: «Il ricorso contro il risultato del congresso - affferma - è già pronto e sarà consegnato se dovesse essere fatta la proclamazione dell'esito del voto, ma auspico che non vi sia alcuna proclamazione di un congresso palesemente irregolare. Sarebbe folle dichiarare valida la consultazione di alcune componenti interne del Pd chiediamo che venga rispettata la disposizione del vicesegretario nazionale Maurizio Martina e che si voti domenica prossima». In realtà domenica prossima potrebbe svolgersi davvero il voto, ma probabilmente solo nei circoli in cui non si è votato domenica, se non venisse trovata prima una soluzione condivisa. 

 
Lunedì 13 Novembre 2017, 13:28 - Ultimo aggiornamento: 14-11-2017 01:44
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