Pnrr: Manfredi, Maresca e Carfagna al Mann: «Camorra? L'attenzione sarà altissima»

Lunedì 4 Aprile 2022 di Emiliano Caliendo
Pnrr: Manfredi, Maresca e Carfagna al Mann: «Camorra? L'attenzione sarà altissima»

Tanta carne a fuoco al convegno tenutosi all’interno dell’auditorium del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), intitolato «Napoli riparte con il Pnrr: opportunità e prospettive per il rilancio della città». Una tavola rotonda organizzata dal magistrato Catello Maresca, presidente della Commissione del Consiglio Comunale di Napoli sul monitoraggio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

«Bisogna scegliere un modello: qualche anno fa per il ponte Morandi di Genova e l’Expo di Milano si è scelto un organismo istituzionale quale l’Anac come soggetto a cui erano affidate le funzioni di controllo e garanzia. Oggi l’Anac non ha più questi poteri e questa capacità operativa. Bisogna, dunque, inventarsi qualche altro strumento che serva a realizzare questo compito», è il monito di Maresca. Il giudice, consigliere d’opposizione in Sala dei Baroni, batte in primis sul tasto della «necessità di rendere più elastico il Pnrr in relazione alle scadenze e ai progetti» poi su quello dei controlli sulle infiltrazioni mafiose per cui «la procedura sulla certificazione antimafia va integrata con uno strumento agevole, riguardante il potenziamento della giustizia e l’attività di prevenzione».

La scelta della cornice del MANN non è casuale dato che il Museo sarà investito da un doppio binario di risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: «Direttamente tramite il Ministero della Cultura con fondi per l’efficientamento energetico e l’accessibilità cognitiva e fisica, indirettamente attraverso convenzioni con istituzioni quali la Federico II che percepiscono esse stesse finanziamenti che si legano con convenzioni mirate al Museo», assicura il direttore Paolo Giulierini. Il dibattito, moderato dal giornalista de Il Mattino Dario De Martino, ha visto intervenire insieme a Maresca, la ministra per il Sud e la Coesione Territoriale Mara Carfagna, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il vicepresidente del Consiglio Comunale Salvatore Guangi, la segretaria generale della Cisl Campania Doriana Buonavita e il presidente del consorzio ASI Napoli, nonché commissario delle Zes Campania, Giosy Romano.

Video

«Sono soddisfatto della presenza del Comune di Napoli sui finanziamenti già ottenuti, e quelli in via di programmazione, del Pnrr. Adesso la grande sfida è la gestione di questi con il completamento dei progetti, delle gare e della programmazione», afferma il sindaco Manfredi che denuncia «la carenza di personale come tutti i comuni del Sud per cui i nostri uffici sono sottoposti ad un impegno straordinario». La realizzazione dei progetti passerà quindi anche dalla possibilità di «reclutare ulteriore personale specializzato nei prossimi mesi che ci aiuti a mettere a terra i finanziamenti che stiamo ottenendo», ha aggiunto il sindaco. Una possibilità derivante dal recente salvataggio finanziario delle casse di Palazzo San Giacomo grazie al Patto per Napoli concordato con il Governo. A rappresentare quest’ultimo, il ministro Carfagna che mette subito le cose in chiaro sulla portata della sfida che attende Napoli: «Bisogna restituire a Napoli gli strumenti e le risorse per riconquistare centralità come capitale del Mediterraneo, migliorandone i servizi e la qualità di vita dei cittadini».

«L’obiettivo – sottolinea il ministro - non è più quello di assistere e sussidiare Napoli, condannata ad essere una città destinata a non farcela mai, perciò meritevole solo di interventi di salvataggio. Lo scopo è quello di creare le condizioni per far sì che Napoli possa camminare sulle sue gambe». L’elenco dei progetti rivendicati dal ministro – e resi possibili grazie al Pnrr - va dal finanziamento di 100 milioni per la riqualificazione dell’Albergo dei Poveri di piazza Carlo III agli importanti progetti sulla mobilità riguardanti la metropolitana linea 6, la metropolitana Napoli-Afragola, l’alta velocità Napoli-Bari. Sul rischio della mancata spesa dei fondi, a causa dei ritardi nella realizzazione dei progetti, Carfagna informa che «esiste già una struttura di controllo in capo al Mef che non ha soltanto la responsabilità di fare da raccordo con la Commissione Europea» ma ha anche «la responsabilità di monitorare l’attuazione del Pnrr in sinergia con la cabina di regia istituita presso Palazzo Chigi». La cabina di regia, inoltre, svolgerà un ruolo di monitoraggio sulla cosiddetta clausola del 40% di allocazione degli investimenti al Sud.

«Come ministero del Sud abbiamo previsto un controllo sia ex ante che ex post», aggiunge il ministro a riguardo. In virtù della «tensione sulle materie prime e l’aumento dei costi, la difficoltà a reperirle, con l’aumento dei costi dell’energia che trasforma lo scenario rispetto a quello del 2020», il ministro per la Coesione territoriale non esclude aggiornamenti su singoli capitoli del Piano di Ripresa.

«Ciò impone di accelerare sugli investimenti fondamentali: penso allo sviluppo delle rinnovabili che proprio qui nel Mezzogiorno possono giocare una partita importante», conclude Carfagna. Collegata agli investimenti sul Pnrr anche la Zes Campania presieduta dal neocommissario Giosy Romano: «La previsione normativa prevede agevolazioni sia sotto il profilo fiscale che sotto quello dell’ubicazione delle aree con provvedimenti semplificati, che fuoriescono dalla logica della burocrazia aggravata degli ultimi anni». Per Romano, quindi, la normativa Zes «deve diventare la regola e non l'eccezione alla regola». «Lo stato dell'arte della Zona Economica Speciale è positivo – ha aggiunto - anche perché il commissario è soggetto attuatore dei progetti, con a disposizione 136 milioni più altri 100 destinati agli interventi di realizzazione delle opere infrastrutturali». «Quella campana – ricorda infine Romano - è stata la prima Zes regionale a presentare il bando per la realizzazione delle opere».

 

Ultimo aggiornamento: 21:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA