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Pompei-Vesuvio-Napoli, con 300 milioni una rete da Napoli alla Costiera

Mercoledì 18 Maggio 2022 di Fabio Jouakim
Pompei-Vesuvio-Napoli, con 300 milioni una rete da Napoli alla Costiera

Inviato a Pompei 

Una pioggia di fondi in arrivo tra Napoli e l'area vesuviana, consistente tassello di un enorme mosaico che verrà: 287 milioni di euro per 45 progetti, perché la costa da San Giovanni a Teduccio alla penisola sorrentina si integri nel grande attrattore turistico che sono gli Scavi di Pompei. «Un'area che non sia più contorno geografico del sito storico più famoso del mondo ma partner a tutti gli effetti» dice la ministra per il Sud Mara Carfagna presentando il Cis (Contratto istituzionale di sviluppo) proprio all'interno della zona archeologica. Per la Carfagna mezz'ora di tour negli Scavi tra i turisti sorpresi, accompagnata dal direttore del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel: la casa di Octavius Quartius, il carro di Civita Giuliana, la palestra grande, prima della stipula del contratto. «Ho voluto la firma qui a Pompei - dice la ministra - per dare anche visivamente l'idea del Sud che tutti amiamo e che stiamo costruendo». 

 

Diciannove i comuni coinvolti (Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Ercolano, Gragnano, Pimonte, Poggiomarino, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, Santa Maria la Carità, Sant'Antonio Abate, Scafati, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase, Vico Equense), insieme a quarta e sesta municipalità di Napoli. Tre le linee tematiche degli interventi: cultura, turismo, sociale e rigenerazione urbana. Trentuno i progetti ad alta priorità (214 milioni) più 14 individuati dal ministero della Cultura (73 milioni): proprio il ministro Dario Franceschini riceverà dopodomani le chiavi della città, mentre il 27 maggio il capo dello Stato Sergio Mattarella sarà a Pompei insieme al presidente algerino Abdelmadjid Tebboune. Nei progetti riguardanti Napoli la zona est è sugli scudi. Per Vigliena obiettivo imponente già nel nome: «Lungo Est terrazza a mare» l'intervento che con 7 milioni dovrebbe trasformare l'ex depuratore in una terrazza, per l'appunto, affacciata sul mare, con bonifica dall'amianto e nuova scogliera. Dodici milioni per il recupero dell'archeologia industriale dell'ex Corradini, sempre a San Giovanni a Teduccio. L'ultima opera in città riguarda l'ex forno di piazza Garibaldi, che si trasformerà in un community hub sempre legato alla ristorazione. In provincia l'investimento più ingente: 33 i milioni per rivedere il collegamento tra Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e Gragnano, con la linea ferroviaria riconvertita in tram leggero e il sindaco gragnanese Nello D'Auria che sprizza felicità e festeggia con un selfie insieme al governatore Vincenzo De Luca. Con 12 milioni un nuovo waterfront tra il molo borbonico di villa Favorita a Ercolano e i porti di Portici e Torre del Greco. Torna la speranza alle terme di Castellammare, in una giornata dal doppio sapore: mentre il concordato in tribunale avvia verso la vendita le terme nuove, il Cis porta in dote 12 milioni per le antiche terme e il parco delle acque. Nella città stabiese anche 6 milioni e mezzo - in tre progetti - per la reggia di Quisisana. A Torre del Greco 13 milioni contro il rischio erosione e 7 per gli ex Molini Marzoli. A Vico Equense il ministro fa tappa, prima di raggiungere Pompei, per un altro progetto: 5 milioni per il percorso degli olimpionici, camminata tra Vico Equense, Castellammare e Pompei. 

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Sorridente e in vena di battute, il presidente della Regione non rinuncia alla sottolineatura: «Tre anni fa - dice De Luca - abbiamo lanciato il progetto Grande Pompei, a cui è subentrato questo intervento». Poi rende merito: «Immaginare un lavoro totale sulla buffer zone non avrebbe portato alla concretezza. È stato evitato il rischio dello spezzettamento». La Regione integrerà gli interventi con progetti orizzontali come la rete fognaria a Torre del Greco, il completamento della bonifica del fiume Sarno e collegamenti su ferro e gomma «adeguati a questo grande parco turistico». De Luca ringrazia «la sintesi» raggiunta dal capogruppo regionale Pd Mario Casillo con i tanti amministratori locali: peraltro a Boscoreale, il paese di Casillo, andranno 15 milioni per un bioparco mediterraneo. L'ultima frase è un consiglio per la ministra. «Bisogna accelerare sui tempi, altrimenti facciamo una corsa per il Cis e perdiamo anni nei dettagli». La replica della Carfagna è in una manciata di parole: «Il Cis della Terra dei fuochi è stato portato al Cipes in quindici giorni dalla stipula».

Per gli amministratori locali parla il sindaco della città metropolitana Gaetano Manfredi, che parla di «vera sfida», quella cioè del vuoto di personale nei municipi. «Oltre ai finanziamenti - dice - servono le competenze, il personale che consenta ai Comuni di portare a termine in tempo congrui progetti così complessi». Infine Zuchtriegel, che parla di integrazione con un territorio difficile: un monito o uno stimolo? «Non dobbiamo considerare la zona come uno stakeholder, chiedendo cosa può fare per noi, ma cosa possiamo fare noi per il territorio. Dimostrare con i fatti che lo sviluppo è possibile». 

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