Primarie Pd, Zingaretti vince anche in Campania: è la prima sconfitta di De Luca

Martedì 5 Marzo 2019 di Adolfo Pappalardo

Stavolta De Luca deve accontentarsi solo di una vittoria contenuta nella sua Salerno: non gli riesce la prova di forza su scala regionale e, a sorpresa, anche in Campania vince Nicola Zingaretti. Con il 51-52 per cento quando è stato scrutinato l'84,6 per cento dei seggi. L'ex ministro Martina, il nome sostenuto da De Luca, si ferma invece al 40 (vince solo a Salerno città, Avellino e Benevento) e Roberto Giachetti al 7,56. Diverso la declinazione del voto per il segretario regionale: Leo Annunziata, il candidato sostenuto dal governatore, dall'area Dem di Teresa Armato, da tutta l'area renziana e dal consigliere regionale Daniele non sfonda e si ferma al 56 per cento circa relegando il parlamentare sannita Umberto del Basso de Caro (con Martina al nazionale) al 24 per cento e Armida Filippelli (nome della mozione Zingaretti ma sostenuta solo dagli orlandiani e dal deluchiano Nicola Oddati) al 20. L'affluenza segna invece 149mila votanti, leggermente al di sotto del 2017, ma largamente oltre i 23mila iscritti che si sono recati ai seggi per le convenzioni di un mese fa.

E a pesare, sul match di questo congresso, è stato sicuramente il voto popolare più che quello d'apparato. «Un grande voto militante e d'opinione sottolineano la voglia di voltare pagina e la speranza di aprirsi al futuro», sottolinea Marco Sarracino, coordinatore per il Sud della mozione Zingaretti.
 
A far volare il governatore del Lazio è il voto di Napoli città (il 60 per cento mentre il provincia si scende al 52,2), nel Sannio (dove c'è un testa a testa sino alla fine con Martina) ed a Caserta (60 per cento dei voti). Il segretario nazionale uscente vince invece a Salerno città anche se non c'è il voto bulgaro degli anni passati: appena il 60 per cento nella roccaforte deluchiana dove le mozioni care all'ex sindaco volavano all'80 e passa e passa per cento. Poco male: De Luca incassa la vittoria del sindaco di Poggiomarino Leo Annunziata che diventa il prossimo segretario regionale e in questo modo viene assicurata la trazione a doppia cinghia tra palazzo Santa Lucia e partito campano.

Cambia ora il risiko del congresso nazionale e De Luca (che ha disertato il seggio) si ritrova per la prima volta nell'opposizione del partito senza avere un filo diretto con il segretario nazionale. Come era stato invece con Bersani e Renzi, solo per citare l'ultimo decennio di vita Pd. De Luca e Zingaretti negli ultimi giorni si sono sentiti ma solo per questioni inerenti il commissariamento della Sanità nel Lazio e in Campania.

Divisi e lontani sulle mozioni congressuali e, anzi, non è mai passato inosservato come tra i più accesi sostenitori prima di Minniti (e quindi sempre contro Zingaretti) e poi di Martina, ci sia sempre Piero De Luca, il deputato figlio del governatore. E' sempre stata chiara, quindi, la prova di forza che doveva costringere il nuovo segretario a non agguantare la maggioranza proprio contando sul voto di Martina in Campania.

E invece la manovra va a vuoto ed ecco una prima e pericolosissima crepa per il consenso di De Luca che vede sfiorire il suo peso specifico sul congresso nazionale. Poco per insinuare che la sua ricandidatura a palazzo Santa Lucia possa essere messa in discussione ma abbastanza per dover ora cercare di intessere assolutamente un rapporto con il nuovo segretario. E sarà un lavoro lungo.

Ultimo aggiornamento: 11:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA