Referendum 20 e 21 settembre, nasce il comitato napoletano per il no

Giovedì 23 Luglio 2020

«Il numero dei parlamentari può essere ridotto soltanto se si pone fine al bicameralismo cosiddetto paritario o perfetto, differenziando le funzioni tra le due Camere e assegnando al Senato essenzialmente la funzione di camera di controllo e delle regioni, abolendo la conferenza Stato-Regioni». È quanto si legge nel manifesto del Comitato Napoletano per il No al Referendum populista sul taglio della rappresentanza democratica che è stato presentato oggi nello studio del notaio napoletano Dino Falconio. Il referendum si terrà il 20 e 21 settembre.

Il taglio dei parlamentari, a leggere il manifesto, «nasce dall'improvvido accordo dell'ex maggioranza di governo giallo-verde, accomunata da radici autoritarie e verticistiche, con evidente e dichiarato spregio per la democrazia rappresentativa e il parlamentarismo». Per i sottoscrittori del manifesto «è necessario oggi, come dopo la seconda guerra mondiale, un numero congruo di parlamentari che rappresentino tutte le zone del Paese per governare meglio i conflitti sociali che, anche secondo il ministro dell'Interno, si verificheranno in autunno come conseguenza della pandemia». C'è anche il timore che il taglio dei parlamentari «in combinato disposto con la vigente legge elettorale (Rosatellum) verrebbe concentrato e rafforzato il potere di scelta dei deputati e senatori in mano alle segreterie e centri di comando dei partiti, incrementando ancor più l'anomalia del «Parlamento dei nominati» anziché degli eletti. «La crisi istituzionale di rappresentatività politica va combattuta in senso contrario: recuperare e non annacquare - è stato detto - la relazione di prossimità fra eletti ed elettori per consentirne un controllo più diretto e ravvicinato. Ampliare la grandezza dei collegi elettorali, fin quasi al raddoppio del numero di cittadini per singolo rappresentante, provoca fra essi maggiore scollamento».

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