Regionali Campania 2020, Caldoro lavora sui candidati: c'è l'accordo con i centristi

Sabato 27 Giugno 2020 di Carlo Porcaro

Martedì è il D-day per Stefano Caldoro. In queste ore si lavora alla presentazione ufficiale della candidatura a presidente della Regione per la terza sfida che lo vedrà contrapposto a Vincenzo De Luca. I componenti dello staff sono alla ricerca di una sala grande che consenta il necessario distanziamento previsto dalle vigenti prescrizioni sanitarie. L'ipotesi più probabile come location d'esordio è la Stazione Marittima, per una conferenza a cui far partecipare i coordinatori regionali di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia rispettivamente Domenico De Siano, Nicola Molteni e Antonio Iannone. Oltre ai tre partiti nella coalizione di centrodestra dovrebbero entrare anche l'Udc di Lorenzo Cesa e Gianfranco Rotondi (con il sostegno territoriale di Antonio Milo e Angelo Montemarano), la lista Cambiamo guidata a livello nazionale da Giovanni Toti e Quagliariello, Noi con l'Italia di Maurizio Lupi ed una lista di ispirazione ambientalista. A quanto trapela, infine, non ci sarebbero veti da parte di leghisti, azzurri e meloniani a dare vita alla lista del presidente a condizione di farvi confluire soprattutto candidati espressione della società civile. L'obiettivo è provare ad allargare i confini stretti del centrodestra troppo a trazione sovranista puntando a moderati o delusi dal centrosinistra. Tra questi, è in corso un riavvicinamento con l'ex sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano che pure aveva sottoscritto la ricandidatura di De Luca con la sua lista Alleanza per i territori. Il fu caldoriano Carmine Mocerino sta facendo asse con Paola Raia per un ticket nella lista De Luca presidente, ma potrebbe essere escluso per volere dello stesso governatore che avrebbe promesso al Pd no ai transfughi dell'ultima ora.
 


Per martedì Caldoro spera che i tre leader nazionali abbiano risolto il caso di Armando Cesaro, sulla cui ricandidatura Salvini ha posto un veto in contemporanea con l'ufficializzazione della discesa in campo dell'ex governatore. Vietare all'attuale capogruppo azzurro di candidarsi provocherebbe un effetto domino rischiosissimo per le sorti dell'intera coalizione: dire no ad altri nomi, indebolire quel che rimane di Forza Italia e dover trovare nuovi e fidati sostenitori pronti a finanziare una campagna elettorale in salita. Nessun veto, invece, è stato posto dalla Lega su Pietro Diodato. A riferirlo è il senatore Edmondo Cirielli: «Né la Lega né tantomeno Salvini, che peraltro neanche conosce Diodato, hanno espresso alcun veto su di lui o su altri candidati del nostro partito. Di conseguenza, non posso aver dato alcuno stop al leader della Lega su di una cosa mai avvenuta», ha precisato anche alla luce della riunione interna svoltasi giovedì in cui anche un altro dei candidati in pectore, Marco Nonno, si è detto pronto a fare un passo indietro se la sua vicenda giudiziaria dovesse creare imbarazzi. I massimi dirigenti di FdI gli hanno garantito che non vi è alcun ostacolo. Ha invece creato conflitti l'ingresso nel partito del figlio del sindaco di Melito, Antonio Amente, che farà coppia con Marta Schifone. Nel limbo il consigliere regionale uscente Luciano Passariello, pronto a ricandidarsi con altra lista. Nella Lega, infine, si sta registrando grande convergenza su Ciro Campana, sponsorizzato in primis dal coordinatore provinciale salviniano, Enzo Catapano. «Con l'unità manderemo a casa De Luca» avverte il coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia a Napoli Andrea Santoro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA