Regionali Campania 2020, pasticcio sul capolista in Forza Italia: Rastrelli jr non si candida

Martedì 28 Luglio 2020 di Valentino Di Giacomo

«Ho declinato l'invito, non sarò io il capolista di Forza Italia per le elezioni regionali». Sergio Rastrelli fa un passo indietro, era lui l'uomo che l'europarlamentare Fulvio Martusciello aveva cercato di avvicinare per trainare la lista di Fi in sostegno di Stefano Caldoro. Il figlio dell'ex presidente di Regione, Antonio Rastrelli, ha fiutato l'aria di maretta dentro il partito di Berlusconi e, pur a malincuore, ha deciso di non far parte della contesa. Troppe le polemiche interne. Anche ieri negli uffici della sede napoletana di Fi lo stato maggiore del partito campano ha provato a fare il punto sulle liste, ma soprattutto nel collegio di Napoli mancano ancora profili validi da inserire per formare un elenco competitivo.

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«Credo nella forza di un progetto di governo della Regione ha spiegato l'avvocato Rastrelli - ma non ho velleità di ordine personale. Ho declinato l'invito che mi ha comunque lusingato di correre come capolista, per il quale ringrazio ancora i vertici di Forza Italia. Mi sono confrontato con Caldoro e gli ho di nuovo assicurato il mio contributo di competenza, di impegno e di passione, ma al di fuori delle liste ed a sostegno della coalizione di centrodestra e del candidato presidente». Sullo sfondo le acque agitate di Fi, con una parte del partito che cerca di sfruttare la complessa campagna elettorale per mettere in discussione la guida del coordinamento regionale di Mimmo De Siano. Punture di spillo, veleni, con retroscena che addirittura fanno presagire un possibile passo indietro di De Siano dalla guida del partito campano. Rumors convintamente smentiti dallo stato maggiore di Fi, non fosse altro che il senatore ischitano può confidare sul pieno appoggio dello stesso Silvio Berlusconi. Tuttavia il Cavaliere segue molto da vicino il dossier campano e come sempre applica la solita tattica del «divide et impera». Fa gioco a Berlusconi tanto l'attivismo di Fulvio Martusciello, che a Benevento e Avellino sta costruendo liste molto forti, quanto la capacità di mediare di De Siano. E, tra queste frizioni, intanto Rastrelli ha preferito sfilarsi decidendo di non candidarsi. Ieri, a dimostrazione del proprio attivismo, De Siano ha proceduto a due nomine: Raffaele Cardamuro e Francesco Maria Rubano. Il primo sarà responsabile di Fi per l'emergenza abitativa. Rubano, sindaco di Puglianello, è stato invece nominato da vice coordinatore di Fi con delega alla comunicazione.
 


Prende invece sempre più forma la lista del candidato presidente, quella di Stefano Caldoro, con nomi di spicco. A Napoli correranno il recordman delle preferenze di Giugliano, Luigi Guarino, poi Esposito Torquato, medico chirurgo di Sorrento. In lista ci saranno anche Vincenzo Spavone dell'associazione genitori separati dai figli, poi la campionessa paraolimpica, Angela Procida e il consigliere comunale di Napoli, Mimmo Palmieri. A Caserta ci saranno il sindaco di Tora e Piccilli, Luciano Fatigati, che nei mesi scorsi era transitato nella Lega di Matteo Salvini, poi Nicoletta Pomposo.

Prosegue, intanto, la campagna elettorale di Caldoro. Ieri l'ex governatore ha messo al centro il tema dei migranti. «La disastrosa gestione dell'immigrazione ha detto Caldoro - da parte del Governo Pd-M5s mette a rischio la salute di tutti i cittadini campani. Gli ultimi positivi a Villa Literno, un territorio già segnato da numerose criticità economiche, ambientali e sociali, confermano che i nuovi contagiati sono di importazione. Dopo mesi di sacrifici compiuti dai cittadini campani, il Governo rischia di vanificare tutto, mentre il presidente pro-tempore della Campania per nascondere i disastri del governo del suo partito, sostenuto anche dal figlio deputato, se la sa prendere solo con bar, ristoratori e negozianti. Abbiamo una bomba sanitaria sotto i nostri occhi, ma preferiamo continuare a fare campagna elettorale con le supermulte ai commercianti, trattati come untori da De Luca. Servono tamponi, soprattutto nelle aree della Regione dove ci sono concentramenti di immigrazione, spesso illegale. Non possiamo chiudere di nuovo la Campania solo perché la sinistra non riesce a gestire i flussi migratori e De Luca non vuole fare i tamponi per nascondere i dati». 

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