Regionali Campania 2020, altolà di Salvini a Caldoro: «Nomi nuovi»

Giovedì 13 Febbraio 2020 di Carlo Porcaro

Il pressing della Lega in Campania continua. Matteo Salvini ha invocato nomi nuovi: «Non si può scegliere qualcuno che è lì da 20 anni - ha detto intervistato da Radio Radio -. Scegliamo persone che non abbiano tessere di partito, indicati magari da FI e FdI», ha specificato indicando quindi profili che appaiono lontani dai due candidati scelti rispettivamente in Campania e Puglia, ovvero Stefano Caldoro e Raffaele Fitto. «Basta con il dire qui in Puglia mettiamo uno noi, lì voi. Dico piuttosto sediamoci tutti intorno al tavolo e decidiamo insieme», ha aggiunto. Un modo per tenere ancora tutti sulla corda rilanciando con l'ipotesi di un candidato civico che sia al massimo espressione di un'area. Un rimescolamento di carte rispetto ai vecchi accordi che ha rianimato però l'orgoglio dei moderati: i massimi dirigenti di Forza Italia, ma anche storici democristiani come Gianfranco Rotondi e Clemente Mastella hanno detto a chiare lettere che non sosterebbero un candidato governatore del Carroccio.

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Ieri si è registrato un nuovo intervento in difesa di Stefano Caldoro da parte del vicepresidente azzurro Antonio Tajani: «Per noi la Campania rappresenta una priorità, abbiamo dimostrato con il risultato elettorale in Calabria quale è la forza del nostro movimento politico nel Sud del paese, anche per i sondaggi oggi Forza Italia è il primo partito del centrodestra. Ci sono degli accordi pregressi e vanno rispettati noi non intendiamo affatto cedere la candidatura a presidente della regione Campania», la sua premessa agli alleati. «Il comitato di presidenza ha ratificato quella che era stata l'idea di Berlusconi di chiedere a Caldoro di candidarsi ha aggiunto -. Il 22 marzo saremo tutti a Napoli per la riunione di tutti gli eletti di Forza Italia, è anche un segnale chiaro di grande attenzione che noi abbiamo verso la Campania e verso il Sud». Per Tajani quindi serve un «candidato come Caldoro per sconfiggere una sinistra divisa e litigiosa che ha mal governato la Campania». I berlusconiani difendono il proprio spazio politico, il bacino di consensi rimasto in uno scenario nazionale che vede la Lega espandersi oltre il Nord e Fratelli d'Italia crescere sempre più. A margine di un incontro istituzionale con De Luca, anche Clemente Mastella ha ribadito il no alla Lega. «Per me il candidato alle regionali della Lega è insostenibile: Salvini su di me ha lanciato una fatwa e io rispondo con una fatwa uguale e contraria. Io non sto con il candidato della Lega». La partita, come detto più volte, si gioca sul tavolo nazionale. I leader prima delle suppletive del 23 febbraio non assumeranno una decisione definitiva. Gli equilibri possono mutare, e di conseguenza anche i nomi. Ne è consapevole il governatore ligure uscente Giovanni Toti. «Si deve ragionare regione per regione: la spartizione a tavolino può essere un approccio iniziale, ma non certo quello definitivo».
 


C'è allora chi prova a mediare, ricucire, indirizzare verso una soluzione che possa far siglare la tregua se non la pace. Tra questi l'esponente leghista più incline al dialogo Giancarlo Giorgetti che, interpellato, ha provato a buttarla sullo scherzo: «In Campania la Lega candiderà Maradona...». Alla domanda se alla fine Salvini sfilerà al Cavaliere la Campania per schierare un suo candidato, il numero due della Lega ha tagliato corto usando il dialetto: Ma va là...». 

Ultimo aggiornamento: 11:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA