Regionali Campania 2020, è paralisi centrodestra: Lega e Fdi tentati dalla toga anti-clan

Martedì 19 Maggio 2020 di Valentino Di Giacomo

Una telefonata per cercare di ricompattare il fronte del centrodestra, ma le posizioni restano ancora distanti e possono scuotere gli scenari anche in Campania in vista delle elezioni regionali. Matteo Salvini ha chiamato ieri Silvio Berlusconi per chiedere l'adesione di Forza Italia alla manifestazione nazionale del 2 giugno contro il governo. Il leader di Fi non ha però dato ancora il suo pieno assenso.

Una distanza di posizioni, che se per ora non fa correre pericoli all'unità della coalizione, rischia di scatenare quella che dentro il partito berlusconiano viene già definita «la tempesta perfetta» in vista dei prossimi mesi quando si voterà in Campania.

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Da settimane è forte il pressing della Lega per disarcionare Stefano Caldoro dalla guida della coalizione. Berlusconi, nonostante le bordate, ha deciso per ora di non replicare a Salvini anche per non allargare ulteriormente il fronte di scontro con l'alleato. In Campania viene fatto notare è anche complesso trovare un'alternativa interna, i nomi restano sempre gli stessi: Mara Carfagna, Cosimo Sibilia, Paolo Russo, con Antonio e Fulvio Martusciello. Berlusconi avrebbe sentito anche Nunzia De Girolamo, ma l'ex parlamentare sannita non avrebbe alcuna intenzione di ributtarsi in politica. Su questo vuoto il Carroccio preme per trovare come ha sottolineato Nicola Molteni, coordinatore campano della Lega un candidato della società civile o imprenditoriale.

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Le convergenze sul magistrato anticamorra, Catello Maresca, crescono di ora in ora. L'idea di candidare il giudice che ha messo sotto scacco il clan dei Casalesi affascina sia la Lega che Fdi. Resta invece il rebus delle recenti inchieste che hanno coinvolto il gruppo campano di Fi che renderebbero poco assimilabile il profilo di Maresca con i dirigenti locali.

Per questo dentro Forza Italia si parla giorno dopo giorno di «tempesta perfetta». L'attuale stallo nelle relazioni tra Berlusconi e Salvini, anche se viene considerato un «rapporto d'acciaio», potrebbe pur rompersi. L'ipotesi è ritenuta lontana, ma il pericolo che la coalizione possa sfaldarsi e quindi creare le condizioni per far correre divisi Fi e la Lega, anche in Campania, esiste. A quel punto il Carroccio sosterrebbe Maresca che per ora non ha dato il proprio assenso a scendere in campo e anche una parte di Forza Italia potrebbe essere tentata da una simile soluzione. Il tentativo di ricompattare l'alleanza o pezzi di essa. Intanto prende sempre più le distanze Clemente Mastella. Ieri il sindaco di Benevento, nel vertice con i suoi consiglieri, ha parlato anche delle Regionali ribadendo il proprio no al centrodestra con Salvini e una propria lista a sostegno di De Luca, ma con riferimento a quest'ultima intenzione ha detto ai consiglieri di ritenersi liberi.
 


Del resto Forza Italia in Campania appare frammentata, soprattutto fuori dal capoluogo di Regione. Nel Salernitano c'è la truppa di Mara Carfagna che osteggia la candidatura di Caldoro, ad Avellino la compagine che fa riferimento a Cosimo Sibilia e a Benevento, appunto, le file di Mastella. È su queste divisioni che Salvini punta per sbaragliare il campo e mettere dentro quello che lui da mesi definisce «un volto nuovo». Cresce la convinzione, attorno al leader del Carroccio, che ci sia la possibilità di presentarsi nelle Regioni meridionali anche senza l'apporto di Fi. Prima però servirebbe consumare la scissione a livello nazionale. Del resto che Salvini abbia ormai puntato a scalare i consensi nel Mezzogiorno lo dimostra la frequente attenzione alla Campania: è di ieri un suo comunicato a sostegno degli artigiani dei presepi di San Gregorio Armeno, attaccando il governatore De Luca. 

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