Regionali Campania 2020, centrodestra nel caos: vertice tra i leader

Monday 25 May 2020 di Adolfo Pappalardo

Un incontro tra i vertici nazionali del centrodestra tra giovedì e venerdì per dirimere il caso delle candidature alle regionali. Non solo la Campania, dove la Lega ha iniziato a picconare da tempo il nome di Caldoro, ma anche la Puglia dove, sempre il Carroccio, ha messo un nome suo in campo abiurando la scelta su Raffaele Fitto (Fdi). Un quadro complicato, insomma, specie se il voto per le regionali è ormai prossimo.

Forza Italia, Fdi e Lega mesi fa avevano trovato un accordo sulle candidature alle regionali. Poi però il partito di Matteo Salvini ha iniziato a metterli in dubbio. Non solo in Campania ma anche in Puglia dove il coordinamento regionale della Lega ha ufficializzato l'altro giorno il nome di Nuccio Altieri, attuale presidente dell'Invimit (una partecipata del Mef) e un tempo legato proprio a Raffaele Fitto, la cui candidatura è stata disconosciuta. «Ora Fi faccia il suo nome», tuona ieri il senatore leghista Roberto Marti. In Campania la situazione non è diversa: anche qui la Lega ha messo in dubbio il nome di Stefano Caldoro e si accarezza il nome del magistrato Catello Maresca che sembra deciso a scendere in campo. Nome gradito anche da Mara Carfagna, vice presidente della Camera di Forza Italia, come ha ribadito in un'intervista a Il Mattino.

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Ieri pomeriggio c'è stata una riunione in remoto tra i vertici nazionali di Forza Italia: da Silvio Berlusconi ad Antonio Tajani ai capogruppo di Camera e Senato. Nessun passo indietro sul nome di Stefano Caldoro in Campania che rimane il candidato governatore «non negoziabile». E lo stesso Berlusconi l'avrebbe ribadito in una telefonata al coordinatore regionale di Fi, Mimmo De Siano. Per Fi è impossibile cambiare il nome di Caldoro. E se non lo era prima dell'emergenza Covid quando davano il centrodestra in vantaggio in Campania di quasi una decina di punti, figuriamoci ora, è il ragionamento, quando De Luca è in vantaggio. Con elezioni a settembre, quindi dietro l'angolo, sarebbe complicato tornare a sedersi e rimettere in gioco i nomi per le regionali. Vale per la Campania ma anche per le altre regioni.
«La candidatura di Caldoro è la linea del Piave di quanti credono in un Centro popolare ed europeo imperniato su Forza Italia e aperto ai partiti eredi delle tradizioni democristiane e socialiste. L'inchino al ricatto della Lega vale per chi è disposto a farlo. Non per me nè per i miei amici e prevedo nemmeno per Stefano. Un socialista, come un democristiano, ha sempre almeno due vite», dice ieri l'ex ministro Gianfranco Rotondi, vicecapogruppo Fi alla Camera, invitando i suoi a non arretrare.
 


E per cercare di riallacciare i rapporti all'interno del centrodestra, ora gli azzurri campani pensano anche di usare il caso Napoli e il fallimento dell'amministrazione de Magistris per portarlo alla ribalta nazionale.

«Al fallimento evidente della esperienza di De Magistris - spiegano da Fi - si aggiunge la convivenza dei partiti del centrosinistra di fronte al venir meno della maggioranza politica in Consiglio comunale. Giochi di palazzo che sono contro gli interessi dei cittadini napoletani». Da qui il progetto di una mozione di sfiducia al sindaco. Non solo per tentare l'assalto a palazzo San Giacomo ma anche per cercare di ricompattare il centrodestra per le regionali. 

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