Regionali Campania 2020, Cesaro jr si arrende al pressing leghista: «Non mi candido»

Domenica 28 Giugno 2020 di Carlo Porcaro

Se lasciasse, non potrebbe mai farlo da perdente. Meglio un passo di lato spontaneo, per non dare l’impressione di cedere ai diktat altrui. Armando Cesaro, capogruppo regionale di Forza Italia ed ultimo erede di una dinastia politica finita nel mirino di inchieste giudiziarie e oggetto di feroci attacchi da parte di Matteo Salvini, è orientato a non candidarsi più in Consiglio regionale. Vuole sciogliere il nodo che lo riguarda per consentire a Stefano Caldoro di organizzare finalmente la presentazione della candidatura a presidente insieme agli altri soggetti della coalizione. Il figlio del senatore Luigi ha quindi convocato, di domenica mattina tra l’incredulità generale di amici e colleghi, una conferenza stampa da svolgersi oggi nella sede regionale del partito “aperta solo alla stampa”, alla presenza del solo coordinatore regionale Domenico De Siano. «Penserò stanotte sulle ultime cose da dire, poi sarà tutto molto naturale», è l’unica anticipazione che si è sentito di fare. In attesa che si pronunci Silvio Berlusconi, prevale una sensazione di solitudine. Nessuna difesa ufficiale è arrivata in questi giorni, per esempio, dal coordinatore nazionale Antonio Tajani. Intanto, Caldoro ha incassato il sì alla sua lista a condizione che sui nomi via sia il placet degli alleati in modo da condividerne gli esiti. Vicino al simbolo di Forza Italia, poi, ci sarà la dicitura «Berlusconi per Caldoro»: un modo per limitare le mire di Salvini. 

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A quanto trapela, Cesaro jr ha deciso di esporsi pubblicamente per contrapporsi proprio al leader della Lega atteso oggi a Mondragone. Vuole fargli da contraltare, provocare una reazione, insomma replicare duramente alle accuse ricevute in questi giorni. L’ex ministro dell’Interno, subito dopo aver dato il via libera ufficiale a Stefano Caldoro candidato governatore del centrodestra, aveva messo in chiaro: «L’importante è che l’epoca dei Cesaro e dei Cosentino in Campania sia finita. Vogliamo liste pulite». Un attacco apparso agli alleati del tutto fuori luogo. Un modo forse per bilanciare l’aver accettato i nomi proposti di Fi e Fdi in Campania e Puglia dopo averli aspramente contestati («Stanno lì da 20 anni», aveva detto di Caldoro e Fitto). Il leader della Lega era stato ancora più esplicito: «È impensabile che venga in Campania a fare campagna elettorale con un Cesaro di fianco, occorre rinnovamento della classe dirigente». 

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Quale dunque la strategia del contrattacco? Presumibile che il capogruppo berlusconiano gli dirà che non accetta lezioni da nessuno e che sono sempre stati garantisti con tutti compreso Salvini quando era stato indagato. Se però passasse il criterio delle liste pulite – anche da una semplice iscrizione nel registro degli indagati – allora Cesaro chiederà che venga rispettata anche dagli alleati. «Il lombardo segretario regionale della Lega in Campania o è in mala fede o è male informato. Ci meraviglia, perché garantisti, che in fatto di impresentabilità sia così poco documentato su Forza Italia e sugli ex di Forza Italia che non ha esitato ad imbarcare nel suo partito in Campania, mentre con piglio giustizialista che non trova uguali neppure tra i grillini più sfegatati, finge di ignorare che dalle nostre parti, ma non dalle sue, non c’è neppure un condannato», aveva detto il senatore Domenico De Siano, coordinatore regionale campano di Forza Italia, in asse con lo stesso Cesaro. Come dire: noi abbiamo qualche problema, ma anche voi. In ogni caso, Forza Italia ha la doppia necessità di rinnovarsi e di tenere testa ai leghisti che vogliono risultare il primo partito del centrodestra in Campania. Non è un caso che il “Capitano” venga a trainare gli aspiranti governatori. 

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Sulle prospettive, il coordinatore cittadino azzurro Stanislao Lanzotti ha svelato: «La lista di Forza Italia sarà in ogni caso piena di gente nuova, sto lavorando a nuovi ingressi». Una fuoriuscita di Cesaro creerebbe un enorme vuoto nel partito. Con rischi e opportunità. Quanto ai primi, si rinuncerebbe ai principali finanziatori del partito nonché ad uno storico bottino di preferenze: voci riferiscono che i Cesaro potrebbero puntare su Vincenzo Santagada, presidente dei Farmacisti napoletani, non eletto alle politiche di due anni fa quando lo sponsorizzò Mara Carfagna. Quanto alle opportunità, Fi diventerebbe di nuovo attrattiva per chi se ne è andato oppure non ha trovato spazio altrove. La politica, si sa, è occupazione dello spazio.
 

Ultimo aggiornamento: 29 Giugno, 13:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA