Regionali Campania 2020, è già scontro tra De Luca e Caldoro: «Via le ecoballe», «Il cafone di Salerno mente»

Mercoledì 22 Luglio 2020 di Adolfo Pappalardo

Eccolo il primo vero scontro diretto tra il governatore e il suo predecessore. Proprio nel giorno in cui De Luca firma il decreto con il quale convoca per il 20 e 21 settembre le elezioni regionali. Insomma, si è ormai partiti. In tutti i sensi. E il motivo dello scontro tra De Luca e Caldoro è sul tema, molto spinoso, dello smaltimento delle ecoballe accatastate da quasi vent'anni.

A menare per primo i fendenti, due giorni fa durante un tour nel Casertano, il candidato del centrodestra Stefano Caldoro. «La situazione delle ecoballe a Villa Literno è scandalosa. Su 71 piazzole ne hanno tolte solo sei, questo è il fallimento dell'amministrazione De Luca. Nel 2016 - è l'accusa di Caldoro - durante una visita, Renzi disse a De Luca che le ecoballe sarebbero state tolte in tre anni, e se ciò non fosse avvenuto, la gente li avrebbe dovuti cacciare a pedate. Ora invece si ricandidano». Naturale che De Luca non poteva tenersela nel giorno in cui (ieri) presenta la realizzazione («entro 9 mesi», annuncia) di un impianto per la trasformazione delle ecoballe in combustibile solido a Caivano. «I cantieri si aprono in Campania sulla base dei programmi della Regione non della politica politicante», dice il governatore ai cronisti che gli chiedono se il lancio del piano fosse una risposta alle accuse di Caldoro del giorno prima. E poi va giù duro. «Voi ricordate un piano definito dalla Regione dal 2010 al 2015? - domanda retoricamente De Luca - Non è mai esistito. È esistito da quando abbiamo strappato al governo mezzo miliardo di euro per risolvere questo problema che è di proporzioni bibliche. Abbiamo già rimosso tra le 7 e le 800mila tonnellate di ecoballe. Oggi (ieri, ndr) parte il secondo capitolo. Non abbiamo perso un minuto di tempo. Abbiamo fatto i conti con una crisi del mercato che è stata drammatica per lo stop della Cina e degli altri Paesi all'importazione dei rifiuti. Il programma - conclude De Luca - è pienamente in corso con qualche ritardo, indubbiamente e possiamo dire che abbiamo avviato a soluzione un problema che sarebbe rimasto irrisolto nei secoli».
 


Ma lo scontro non si placa. Anzi. Perché Stefano Caldoro posta un video in cui l'allora premier Renzi, dopo lo stanziamento per le ecoballe, dice: «Io ho dato i soldi a De Luca. Se non toglie le ecoballe in due anni, ha fallito». Poi l'ex governatore aggiunge: «De Luca parla ancora oggi di rifiuti! Chiuso nel suo bunker salernitano circondato dalle sue mascherine. Se fosse serio, invece, dovrebbe mettere il suo ufficio tra le piazzole a Villa Literno e Giugliano, e rimanere lì finché non viene tolta l'ultima ecoballa, come da promessa non mantenuta». E ieri, sempre Caldoro alza il tiro ad Avellino: «Ci vuole un po' di orgoglio irpino contro un cafone di Salerno. Mastella e De Mita sono con De Luca che li ha definiti feccia della vecchia politica. Ci vuole un po' di orgoglio irpino: mi rivolgo a loro e non capisco come possano stare con De Luca». Nello scontro tra De Luca e Caldoro non poteva poi non infilarsi Valeria Ciarambino, candidata presidente dell'M5s. «Dopo dieci anni di fallimento totale, ci ritroviamo Caldoro fermo alla proposta di un grande inceneritore in ogni provincia per bruciare tutte le ecoballe e De Luca che l'ultima ecoballa l'ha sparata insieme a Renzi nel 2016», attacca la grillina che aggiunge: «Mentre Caldoro finge di non aver mai governato la Campania, il governatore uscente si prende altri tre anni per fare quello che non è riuscito a fare in tutta la legislatura».

Intanto ieri De Luca firma il decreto per il voto il 20 (dalle 7 alle 23) e 21 settembre (dalle 7 alle 15). Con un secondo decreto si stabilisce invece l'assegnazione dei 50 seggi che sono così ripartiti: Napoli 27, Salerno 9, Caserta 8, Avellino 4, Benevento 2.

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